(17 marzo 2016) Il 2016 è un anno particolarmente denso in fatto di anniversari che legano l’Italia e il Belgio: ricorrono infatti il 70° anniversario della firma degli accordi italo-belgi e il 60° anniversario della tragedia di Marcinelle. Il 23 giugno 1946 fu infatti firmato un protocollo tra Italia e Belgio che fu all’origine del trasferimento di decine di migliaia di lavoratori italiani verso le miniere di carbone; l’8 agosto del 1956 l’incendio della miniera di Marcinelle, nella periferia di Charleroi, provocò la morte di 262 minatori dei quali 136 italiani. In occasione di questo duplice anniversario l’Ambasciata d’Italia in Belgio e l’Istituto italiano di cultura si sono impegnati a promuovere l’organizzazione di eventi culturali e artistici, in collaborazione con istituzioni italiane e belghe (università, musei, teatri, enti culturali e associazioni). Un’attenzione particolare meritano le iniziative del Musée du Bois du Cazier, luogo più d’ogni altro deputato alla custodia della memoria della vita in miniera e delle tragiche vicende di Marcinelle, e dove il giorno 8 agosto, come ogni anno, è previsto un solenne omaggio alle vittime. Nella coscienza collettiva italiana la catastrofe di Marcinelle suscitò un’eco profonda e ripropose all’attenzione del Paese il dramma doloroso dell’emigrazione, che coinvolgeva, in tutto il mondo, centinaia di migliaia di connazionali costretti ad affrontare disagi, mortificazioni e difficili condizioni di lavoro. Per presentare gli eventi è stata organizzata una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, oltre all’ambasciatore d’Italia Vincenzo Grassi e al direttore dell’Istituto italiano di cultura Paolo Grossi, anche ospiti d’eccezione come Elio di Rupo, ex primo ministro del Belgio e attuale sindaco di Mons e la deputata Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo, i quali hanno ribadito l’importanza di ricordare l’emigrazione italiana in Belgio del secondo dopoguerra e gli eventi tragici ad essa correlati per dimostrare vicinanza ad una comunità di emigrati italiani che è ancora molto numerosa e di cui, soprattutto in Italia, si conosce ancora troppo poco. Le celebrazioni saranno inoltre occasione per riflettere sul grande dramma dei nostri giorni, quello dei nuovi flussi migratori che dall’Africa, dal Medio e Vicino Oriente si volgono verso l’Europa. (Red)