Massimiliano Latorre potrà rimanere in Italia fino al prossimo 30 settembre: a stabilirlo la Corte suprema indiana, decidendo di prorogare la permanenza nel nostro Paese del fuciliere di Marina, rientrato dalla fine del 2014 per motivi di salute. Intanto, il nostro governo attende a giorni anche la decisione sul rientro in patria di Salvatore Girone da parte del Tribunale arbitrale dell’Aja, ricordando anche come la giurisdizione dell’India sul caso sia sospesa visto l’arbitrato internazionale in corso. “Il governo italiano – si legge in una nota della Farnesina -, ribadisce che in seguito alla decisione del Tribunale del Diritto del Mare l’Italia considera sospesa e quindi priva di valenza giuridica la giurisdizione indiana sul caso. L’Italia conferma di riconoscersi infatti nell’Ordine del Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare del 24 agosto 2015, che aveva stabilito la sospensione da parte di India e Italia di tutti i procedimenti giudiziari interni fino alla conclusione del percorso arbitrale avviato dal Governo nel giugno dello scorso anno”. “L’Italia – continua la nota – ha anche presentato al Tribunale Arbitrale costituito presso la Corte Permanente d’Arbitrato de l’Aja una richiesta di misure provvisorie per chiedere il rientro di Girone e la sua permanenza in Italia fino alla fine della procedura arbitrale. La decisione del Tribunale arbitrale è attesa nei prossimi giorni”.
IL CASO. La vicenda dei due marò italiani, accusati della morte di due pescatori indiani, dura ormai da più di quattro anni: lo scorso 26 giugno il nostro Paese aveva attivato l’arbitrato internazionale; il 24 agosto il Tribunale internazionale del Mare aveva ordinato sia all’Italia che all’India di sospendere qualsiasi procedura e di non avviarne altre. La decisione nel merito spetta ora al Tribunale arbitrale dell’Aja, cui l’Italia ha chiesto come misura provvisoria il rientro di Girone in patria per tutta la durata della procedura di arbitrato internazionale.
(Roc – 26 apr)