Roma – E’ stato presentato oggi alla Farnesina il progetto “Telepresence Robot”, un percorso riabilitativo nato dalla collaborazione tra Gruppo San Raffaele, Cooperazione italiana allo sviluppo, Università degli Studi dell’Aquila, lo Shibaura Institute of Technology di Tokyo e il National Rehabilitation Center for person with Disabilities (Nrcd) di Tokyo. Il progetto, unico nel suo genere, consente ad un paziente ricoverato di continuare a lavorare come se fosse seduto alla propria
scrivania in ufficio. A spiegare i dettagli dell’utilizzo del progetto, Ester Conti, dipendente del ministero e da 13 anni paraplegica, che oggi puo’ lavorare grazie a un avatar, da lei ribattezzato Arturo. Il ‘robot’ che utilizzando una normale rete wireless collega virtualmente, attraverso un Ipad, le persone con il luogo di lavoro. In funzione sullo schermo dell’ipad appare il robot viaggiando attraverso le stanze trasmette le immagini delle cose e persone che si trovano attorno.”E’ nato come un gioco – ha detto la Conti – ci abbiamo
provato”. “Un esperimento, quello di telepresenza, che coglie inoltre lo
spirito della nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, ha detto il Direttore della Cooperazione Giampaolo Cantini, ricordando che “le persone con disabilita’ sono il 15% della popolazione mondiale, di questi pero’ l’80% vive nei Paesi in via di Sviluppo, dove viene vissuta come un problema e una colpa, con effetti di esclusione sociale”. Il progetto oltre ad avere effetti positivi ed immediati sul quotidiano delle persone con disabilità potrà essere impiegato in Cooperazione quale veicolo per combattere i pregiudizi legati alle disabilità nei Paesi in via di Sviluppo. Progetti italiani importanti per inclusione sociale sono in corso in Paesi come Sudan, Palestina, Tunisia, Albania e Kosovo. Alla presentazione hanno partecipato anche Giorgio Felzani,direttore sanitario della casa di cura San Raffaele di Sulmona,e Pierluigi Beomonte Zobel del Dipartimento Ingegneria
Industriale e dell’Informazione dell’Universita’ dell’Aquila,che ha lavorato in collaborazione con lo Shibaura Institute of Technology di Tokio e il National Rehabilitation Center for person with Disabilities (Nrcd) di Tokio. (Sab)