(10 giugno 2016) A La Valletta riflettori accesi sul dramma dell’immigrazione, grazie al confronto con un testimone d’eccezione e al racconto del grande cinema italiano. Emozionante l’incontro con il dottor Pietro Bartolo, direttore dei Servizi sanitari a Lampedusa, in prima linea da 25 anni nell’affrontare le crisi sanitarie, sociali e umanitarie determinate dall’immigrazione nel Mediterraneo. Alla conferenza stampa del medico lampedusano, coordinata dal direttore del Valletta Film Festival, Oliver Mallia, hanno preso parte Salvatore Schirmo, direttore dell’Istituto italiano di cultura a La Valletta, che ha promosso e collaborato a tale evento, insieme a Fabrizio Ellul dell’Unhcr Malta (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) e a Neil Falzon, rappresentante della ong Aditus Foundation. L’evento è stato organizzato in occasione della proiezione del film-documentario “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, premiato con l’Orso d’Oro quale miglior film all’ultimo Festival del Cinema di Berlino, di cui il dottor Bartolo è uno dei protagonisti. La pellicola è stata proposta nell’ambito della seconda edizione del Valletta Film Festival, in lingua italiana con sottotitoli in inglese, nella storica sede di Fort St. Elmo dove la piazza d’armi della fortezza dei Cavalieri è stata trasformata in una arena all’aperto. La proiezione è stata preceduta da un indirizzo di saluto dell’ambasciatore d’Italia a Malta, Giovanni Umberto De Vito, da un messaggio del dottor Bartolo e dagli interventi dei rappresentanti dell’Unhcr e dell’Easo (Ufficio europeo di sostegno per l’asilo). “Ringrazio gli organizzatori di questo Festival che mi hanno consentito di essere qua per parlare di questa tragedia che nel terzo millennio si sta consumando nel Mediterraneo – ha affermato il dottor Bartolo nel messaggio -. Ringrazio il Maestro Rosi, che mi ha dato l’opportunità di partecipare a questo documentario, che lancia un messaggio dirompente, che cerca di far capire a tutto il mondo quello che sta succedendo a Lampedusa e nel Mediterraneo: spero che tutti insieme possiamo amplificare questo messaggio per cercare di sensibilizzare chi può fare qualcosa e ancora oggi si gira dall’altra parte. Questo è il mio obiettivo, questa è la mia speranza, che finalmente si possa mettere fine a questa brutta pagina di storia dell’umanità”. (Red)