Roma, 27 giu – Nell’area monumentale dei giardini di Villa Medici è stata installata l’opera concepita da Claire Fontaine per l’Accademia di Francia a Roma, composta da un insieme di panni appesi a fili tesi tra gli alberi. La composizione, dai colori vivaci e un impianto apparentemente scenografico, offre, ad un primo sguardo, una sensazione gradevolmente gioiosa dietro la quale si nasconde una amara presa di coscienza della realtà. Essa, infatti, evoca a proprio modo un dramma di estrema attualità, quello dei migranti, trasformando lo spazio formalmente compiuto e grandioso dei giardini in un ideale accampamento per persone invisibili. I vestiti sospesi tra gli incanti agresti della villa suggeriscono l’assenza dei corpi di chi non ha potuto neppure diventare un rifugiato ed accompagnano silenziosamente come un’ombra gli stranieri delle nostre città. Oggi come ieri. La Villa diviene così metafora di un dramma sempre vivo e capace di riproporsi nel corso del tempo per quanto con modalità e motivazioni differenti. (Com)