Roma, 1 lug – “La Turchia è sotto attacco. Sostenerla nel processo di avvicinamento all’Unione non è un gesto formale. Sottolinea invece la consapevolezza che il suo isolamento sarebbe masochista”. Lo dice il ministro degli Estero Paolo Gentiloni in una intervista alla Stampa, spiegando che “dieci anni di porte chiuse da parte di Bruxelles non hanno aiutato. Ora ci sono due fatti positivi su cui investire: il primo è l’intesa sui migranti, e togliamoci dalla testa che interessi solo la Germania. L’altro è il disgelo di Ankara verso Mosca”. Sulla decisione del Senato sulle forniture degli F16, sospese all’Egitto per il caso Regeni, Gentiloni spiega: “E’ una decisione del Senato che rispettiamo. Conosciamo il ruolo chiave dell’Egitto e la sua funzione essenziale di contrasto al terrorismo. Ma ciò non ci impedisce di pretendere lealtà e collaborazione sul caso Regeni. Sullo stato di questa collaborazione vedremo le considerazioni che farà la procura di Roma”.
(Sis)