A Nizza una serie di complesse attività di controllo del territorio non sono riuscite purtroppo a evitare che nella notte di ieri i carnefici dello stato islamico (è questa infatti la pista più accreditata anche se al momento manca una rivendicazione certa) mettessero a segno uno dei colpi peggiori contro le democrazie occidentali. La città sconvolta dal “tir della morte” che ha ucciso 84 persone e ne ha ferite in maniera grave almeno altre 18 lanciandosi all’ impazzata sulla popolare “promenade del Anglais”, aveva infatti testato nel recente passato un sistema di sicurezza che era sembrato dare prova di affidabilità. Basti dire che con le sue quindici telecamere di sicurezza per chilometro quadrato, Nizza è una delle città più sorvegliate di Francia e del mondo. Un primo “test sul campo” era stato attuato a febbraio quando Nizza aveva accolto circa un milione di persone nell’ ambito del terzo carnevale più frequentato del mondo dopo Rio e Venezia. In quell’ occasione le cose erano filate lisce e il coordinamento tra le forze dell’ ordine, adeguatamente rafforzate, aveva dato prova di essere adeguato alle esigenze. “Disco verde” anche in seguito alla simulazione di attentato svoltasi in vista delle competizioni di Euro 2016 dove si era ipotizzato un attacco allo stadio Allianz Riviera. Non solo: era stato organizzato anche un sistema di messa in sicurezza del mare, con il controllo di tutte le imbarcazioni provenienti sulle coste della regione. (15 lug – deg)