Venezia, 5 ago – Dino Dalla Vecchia di Sedico, Giuseppe Polese di Cimadolmo, Mario Piccin di Codognè, Guerrino Casanova di Montebelluna, Giuseppe Corso di Montorio Veronese: sono i nomi degli emigrati veneti che, insieme ad altri 257 colleghi, dei quali 131 italiani come loro, persero la vita nella tragedia della miniera di Bois di Cazier, in Belgio. Accadde l’8 agosto di 60 anni fa e fu una delle più grandi tragedie sul lavoro della storia con 262 minatori morti. “Come ogni anno – dice il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia – li ricordiamo con tristezza, affetto, stima, riconoscenza. Uomini poveri, uomini veri, che hanno portato in tutto il mondo la bandiera di un’emigrazione seria, rispettosa, disposta al sacrificio nei lavori peggiori, più pericolosi e umili: erano loro la vera grande risorsa per le Nazioni dove andavano. E quest’anno, in occasione del 60° della carneficina di Marcinelle, a Bois du Cazieres ci sarà un segno concreto del ricordo del Veneto e dei Veneti”. Zaia si riferisce alla cerimonia che si terrà domani alle 17, proprio a Bois du Cazieres, dove verrà posta una targa commemorativa della Regione Veneto. (Red)