In vista della convention “Megawatt. Energie per l’Italia”, organizzata da Stefano Parisi, per domani e sabato a Milano, l’ex manager e già candidato a sindaco di Milano, in una intervista al Giornale, precisa – mandando un messaggio ai “colonnelli” di Forza Italia -, che “quello che stiamo per fare è una conferenza programmatica, non una convention elettorale o una festa di partito”. Ma con un chiaro obiettivo: “Ricostruire una piattaforma ideale per un’area liberale che si contrapponga in modo chiaro e netto alla sinistra. C’è stata un po’ di confusione, occorre definire con precisione i confini del mondo di centrodestra sui grandi temi, dalle politiche di risanamento economico alla finanza pubblica, dalle tasse all’immigrazione, dal sistema educativo al concetto di Europa”. E alla domanda se si voglia candidare a leader del centrodestra risponde: “Al momento decisivo si deciderà chi è il candidato più competitivo in quel momento. Non sto dicendo: io no. Dico che al momento giusto si vedrà. Può essere che questa cosa funzioni e piaccia, e allora mi meriterò di fare un certo percorso, può essere l’inverso e quindi amen” e “a un patto. Che si corra senza alchimie, spinti dalla volontà di vincere e non da quella di fare perdere qualcun altro”. E aggiunge: “Se il centrodestra vuole recuperare i dieci milioni di voti persi e tornare forza di maggioranza ci sarà posto per tutti. Ma chi invece pensa solo a sopravvivere alla meno peggio si mette ai margini da solo”. Netto poi il giudizio sulle primarie: “O sono regolate come negli Stati Uniti o sono una farsa. Una scorciatoia di una classe dirigente che ha paura di prendere decisioni. Un gruppo dirigente che ha coraggio i candidati li sceglie, come è sempre avvenuto in settant’anni di repubblica”. (Red – 15 set)