Firenze, 18 ott – “In qualche modo, l’italiano, da lingua tipica di un territorio limitato (mai solo del nostro,
come dimostra l’iniziativa in concorso con l’amica Confederazione Elvetica), si propone in questo senso
come lingua di una cultura a vocazione universale, andando oltre la dicotomia tra linguaggi del vedere e
linguaggi del sentire, tra linguaggi della scrittura e linguaggi dell’immagine”. Lo ha detto il Capo dello Stato
Sergio Mattarella, agli Stati generali della lingua italiana nel mondo. “In un convegno di qualche anno fa
dedicato al rapporto tra glocalismo e lingua italiana, Piero Bassetti ricordava che si possono costruire
sistemi di conoscenza “bottom-up” altrettanto ricchi di quelli costruiti ‘top-down’. Bassetti mi perdonerà se,
in conformità all’invito rivoltomi dalla Crusca, sostituisco alle espressioni inglesi, da lui utilizzate, quelle
italiane di ‘dal basso verso l’alto’ e ‘dall’alto verso il basso'” ha detto Mattarella. (Sip)