Roma, 14 nov – Il fisico italiano Paolo Giubellino da gennaio a Darmstadt, in Germania, dirigerà FAIR, quello che tra 6 anni sarà l’acceleratore di nuclei più potente d’Europa. “Un italiano lanciato tra le stelle” il titolo che il Messaggero dedica ad un articolo sulla nomina dello scienziato a Scientific Manager Director di “Facility for Antiproton and Ion Research in Europe”. “Dall’attività esplosiva delle stelle nascono i nuclei rari, non presenti in natura, che decadendo si sono trasformati in nuclei pesanti, cioè in quello che abbiamo in tomo, il nostro pianeta. Studiarne la materia chimica e i processi per cui è andata creandosi, ci aiuta a capire da dove veniamo” afferma Giubellino.
Un progetto di portata fondamentale: se infatti a noi comuni lettori non pare che i processi gravitazionali e nucleari dell’universo incidano di molto sul nostro caffè mattutino, dalla ricerca derivano invece anche applicazioni essenziali in campo industriale e bio-medico. Nell’attuale GSI, ad esempio, oltre a studiare come diminuire l’impatto delle radiazioni dei nuclei sugli astronauti (in questa direzione avanzano le ricerche sull’ibernazione, che ha mostrato fino a ora sui topolini che dal letargo non ci si risveglia solo affamati e sonnecchianti, ma anche in forma e soprattutto meno sensibili alle radiazioni), è stata scoperta l’adroterapia: con i fasci acceleratori di nuclei del GSI si può trattare la cura dei tumori di organi mobili come occhi, cervello, spina dorsale, addome, colpendo solo le parti malate. Tante sono poi le industrie biomediche che usano i fasci di nuclei per materiali come quelli per studiare le pareti cellulari. (red)