Dopo 10 anni il rock’n’roll musical più famoso al mondo, torna a Roma: arriva al Teatro Sistina The Rocky Horror Show, in scena dal 29 novembre al 4 dicembre prossimi. Dal 1973, The Rocky Horror Show ha sedotto con la sua trasgressività intere generazioni di spettatori, conquistando anche i benpensanti più integerrimi e trasformandoli in devoti fan con corsetto e calze a rete. Dopo oltre 40 anni, la meravigliosa creatura di Richard O’Brien non smette di travolgere, coinvolgere, sovvertire le regole. Ha viaggiato in più di 30 paesi, è stata tradotta in più di 20 lingue e nel 2016 torna in tour con la regia di Christopher Luscombe. Quando uno spettacolo raggiunge lo status di fenomeno cult il timore è che perda parte del suo fascino originale, ma per The Rocky Horror Show non è così. La sua inesauribile e irresistibile bellezza ancora oggi supera tutti i record, assicurando un non-stop party fatto di quei successi senza tempo da cui ognuno, almeno una volta, si è lasciato trascinare, come “Sweet Transvestite”, “Damn it Janet” e “Time Warp”. Rocky Horror Show è andato in scena per la prima volta al Royal Court Theatre di Londra il 19 giugno 1973 e, per oltre 40 anni, ha conquistato oltre 30 paesi in più di 20 lingue. Il Musical continuerà il tour italiano al Teatro Rossetti di Trieste dal 6 dicembre 2016.
MILANO, ROMEO E GIULIETTA S’AMAVANO ECCOME
Torna a teatro uno dei testi più applauditi di Mimmo Strati. “Romeo e Giulietta s’amavano eccome”, diretto dallo stesso autore, sarà in scena dall’1 al 18 dicembre al Teatro Martinitt di Milano. Sul palco Cesare Cesarini, Anita Pusceddu, Marisol Serago, Flavia Faloppa, Francesco Falco, Andrea Carpiceci, Tommaso Moro, Arianna Polidori e Giulia Debé. Un’attrice disoccupata si ritrova a gestire un corso di teatro in un istituto tecnico in autogestione. Il primo impatto è tragico: con poche eccezioni, i ragazzi sono impossibili da gestire, in un modo o nell’altro tutti con i problemi di chi vive la società di oggi. La professoressa decide allora di portarli in quella di ieri attraverso Shakespeare e tentare di conquistarne la fiducia e l’anima. Una favola a lieto fine, che alterna la poesia del teatro e la crudezza della realtà odierna. E così il celebre balcone è oggi un banco di scuola e alla festa da ballo in casa Capuleti si servono patatine e Coca Cola. Con codici moderni, la forza di una storia e di un amore intramontabili trascina ancora grazie a uno spettacolo divertente, a tratti malinconico, che invita giovani e meno giovani a leggersi dentro per credere in se stessi. Una commedia attuale, anzi attualissima visto che la nuova edizione rispetto al testo scritto 20 anni fa ha richiesto l’introduzione di quello che oggi è imprescindibile e allora non lo era, a partire dai social. Un linguaggio giovane e fresco, “milanesizzato” per il debutto meneghino, che dà voce alle nuove generazioni mettendole a confronto con quelle vecchie. Anzi vecchissime, visto che spunto per il confronto generazionale sono addirittura gli imberbi ma sempre attuali Giulietta e Romeo. Un amore difficile e contrastato d’altri tempi mette in luce le difficoltà e i contrasti dei giovani di questi tempi, sempre sul pezzo eppure allo sbando. Gli iscritti, più o meno convinti, di un corso di teatro a scuola nel rifiutare schemi antichi, che non riconoscono, nemmeno si rendono conto di cadere nella stessa rete di passioni dei sempre giovani Montecchi e Capuleti. Questa è la vera forza del teatro: costringendo a indossare maschere induce a… calare la maschera. Interpretando altri scopriamo noi stessi, riproponendo trame antiche togliamo il velo a tematiche attuali e personali. Imprigionati nella finzione, siamo costretti a fermarci, a riflettere e ad aprirci alla realtà.
PIÙ FORTE DEL DESTINO, UNA LOTTA CONTRO LA SCLEROSI MULTIPLA
Torna a Milano, Napoli e Salerno “Più forte del destino – Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla”, scritto e interpretato interamente da Antonella Ferrari; tratto dal suo libro che porta lo stesso titolo, lo spettacolo ha avuto un incredibile successo nella scorsa tournée e in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, come stabilito dal “Programma di azione mondiale per le persone disabili” adottato nel 1982 dall’ Assemblea generale dell’Onu e che ogni anno ricorda e promuove la conoscenza sui temi della disabilità, per sostenere la loro piena inclusione in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e violenza. Assolutamente in linea con il messaggio Onu Antonella Ferrari porta sul palco un vero e proprio inno alla vita, un’esplosione di gioia ed energia contro ogni discriminazione , anche quelle “velate “di un mondo tutto lustrini e paillettes che non vede di buon occhio un’artista disabile.Antonella Ferrari mette in scena la sua più grande sfida e lo fa con coraggio, ironia e cinismo. Un’ora e mezza in cui l’attrice ed ex ballerina nota al grande pubblico per fiction e film di successo come “Un Matrimonio” del maestro Pupi Avati, non risparmia battute e freddure per prendere in giro i luoghi comuni stantii e gli stereotipi che talvolta accompagnano la disabilità. “Più forte del destino” vi farà riflettere con leggerezza, lasciando una folata di buonumore e speranza. Lo spettacolo si rivolge anche e soprattutto a chi non conosce la sclerosi multipla, o la disabilità in generale. Il monologo di Antonella toccherà sì la malattia ma anche il modo in cui questa si riflette sul quotidiano di ognuno di noi, ma lo farà divertendo. Un’evasione leggera che vuole però dare un insegnamento forte, quello per cui la malattia, come tutte le difficoltà che il destino ci pone davanti, va affrontata per quello che è, come una sfida con noi stessi che possiamo vincere.
ROMA, “COME ERAVAMO” AL TIRSO DE MOLINA
Certi amori fermano il tempo. E magari nemmeno si consumano, ma quando esplodono ci strappano l’anima e niente sarà mai più lo stesso. Noi, non saremo più gli stessi. Passeranno i giorni, gli anni, ma quegli amori non li dimenticheremo. Mai. Come eravamo, con la regia di Francesco Bellomo, in scena dal 7 al 18 dicembre al teatro Tirso de Molina di Roma, è la storia di uno di questi amori, un viaggio nel tempo, sul fiume dei ricordi e delle passioni. Tra i protagonisti dello spettacolo c’è la nuova promessa del musical Giulio Corso, che dopo il grande successo di Rapunzel nel ruolo di Phil, con il quale ha vinto l’Oscar Italiano del Musical come miglior attore protagonista, e la sua partecipazione alla fiction tv Squadra Antimafia 5, si cimenta per la prima volta con la prosa teatrale. Al suo fianco l’affascinante Alessandra Ferrara e un eccezionale cast composto da Marco Paolo Tucci, Federica Pinto, Eleonora Bruno, Veronica Rega e con la partecipazione di Luigi Tani. Dagli sfavillanti anni ottanta fino ai nostri giorni, si consuma la storia d’amore tormentata di due persone agli antipodi. Sonia è un’operaia e promessa sposa di Augusto, titolare del cotonificio dove lei lavora. È una ragazza semplice, razionale, che aspira ad una famiglia e ad una vita borghese, sicura e senza stenti; quella che proprio Augusto le può dare. Eppure l’incontro con Andrés, un famoso ballerino argentino dal carattere travolgente, sconquassa tutte le sue certezze e le fa scoprire una passione che non sapeva di avere. Lei e Andrés sono razionalmente inconciliabili, ma le loro anime sono affini, fatte l’una per l’altra. Questo Andrés lo capisce subito, dal primo sguardo e la purezza di Sonia lo cattura e lo travolge. Le loro prospettive di vita sono distanti anni luce, ma Sonia non riesce ad ignorare ciò che Andrés le suscita nel profondo e mette in discussione tutte le sue certezze, tutti i suoi progetti che, fino a quell’incontro, sembravano solidi e inattaccabili… come il matrimonio con Augusto. Sullo sfondo di questa travolgente storia d’amore c’è uno spettacolo di musical da montare, regalo di Augusto alla sua amata Sonia, che ha sempre sognato di fare la protagonista di un musical e per il quale Augusto ha scritto il copione e ingaggiato il noto coreografo Fred e come corpo di ballo Lara, Sara e Chiara, anche loro come Sonia sue dipendenti al cotonificio.
ROMA, “DIRITTO DI RECESSO” AL TEATRO PETROLINI
Al Teatro Petrolini arriva “Diritto di recesso”, scritto e diretto da Patrizia Palese, uno spettacolo in cui tre personaggi, interpretati da Romano Talevi, Rita Pasqualoni, Andrea Davì, sono alle prese con problematiche forti in una girandola di avvenimenti ed emozioni contrastanti. Il vero protagonista o burattinaio non sarà nessuno dei tre, perché chi deciderà delle loro vite sarà solo un’idea: il razzismo, ma quello più sottile, più elegante, il razzismo mentale. Una storia importante forte che l’autrice Enrico, avvocato senza scrupoli, conduce la sua vita dividendo il mondo in vincenti e perdenti e in quest’ultima categoria inserisce anche sua moglie Rossana, avvocato come lui, che subisce l’indifferenza e il disprezzo del marito verso le sue scelte nella vita, in nome di un ricordo d’amore che sembra presente solo per lei. Ad un certo punto la coppia si trova di fronte ad un baratro a causa di sopraggiunte drammaticità legate alla salute di Enrico, che solo la tempestiva presenza di un amico-medico consente di superare. Dopo un anno sembra che non sia successo nulla e tutto sembra ricominciare là dove si era interrotto in realtà tutto cambia: si è al punto finale. Emergono i dubbi ora svelati da un Enrico che non si è mai accontentato di risposte superficiali e lo scontro con sua moglie è tremendo. Ciò che Rossana sarà costretta a confessare trasformerà la rabbia di Enrico in follia e nemmeno il sopraggiungere di Stefano lo farà rinsavire. La follia di Enrico ormai lo possiede e sarà lui stesso a decidere per sé e per gli altri come un burattino in cui a tirare i fili è solo la sua follia.