La riforma dei servizi pubblici locali, spiega il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in una intervista al Corriere della Sera, “mette finalmente gli utenti al centro di un sistema dove la regola sarà l’affidamento dei servizi con gara, l’applicazione dei costi standard per i trasferimenti di fondi alle Regioni e la lotta all’evasione sul biglietto. Il tutto con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la qualità del trasporto pubblico locale, così da spingere le persone a usarlo sempre di più”. E sottolinea che i Comuni potranno mantenere la gestione in house con le municipalizzate ma che “la riforma incentiva le gare perché queste favoriscono la selezione dell’operatore che offre maggiore qualità. Potrà essere un operatore privato, misto o anche pubblico, perché ci sono aziende comunali molto efficienti, come per esempio quella di Milano, in grado di vincere gare europee”. In cambio del servizio migliore il biglietto aumenterà? “Non è detto. Oggi spesso paghiamo perfino troppo in rapporto all’inefficienza dei servizi, al punto che non li usiamo. Dobbiamo ribaltare questa situazione. Significa aumentare l’offerta, la sua qualità e i ricavi per l’azienda. Che non necessariamente dipendono dal prezzo, ma anche da altri fattori, a cominciare dal tasso di evasione. In ogni caso il prezzo del biglietto non lo stabilisce chi vince la gara ma, a monte, l’amministrazione pubblica. Non c’è quindi il rischio che le tariffe finiscano fuori controllo”. Perché questa volta la liberalizzazione del settore, già tentata in passato, dovrebbe funzionare? “Innanzitutto la riforma è stata concordata con Regioni e Comuni. Fino a oggi le gare non hanno funzionato perché non c’era chiarezza sul bacino d’utenza. Noi diciamo che deve essere di almeno 350 mila utenti: una dimensione tale da ottenere efficienza. Inoltre, le gare non si sono fatte perché c’è il problema del rinnovo dei mezzi. Con la riforma e con i fondi messi nella legge di Bilancio per l’acquisto dei nuovi mezzi, chi partecipa alla gara non deve farsi carico di quest’onere ma può concentrarsi sulla gestione del servizio. Che è incentivata con meccanismi premiali legati a vari fattori, Per esempio l’aumento dei passeggeri trasportati”. La riforma prevede un termine entro il quale vanno fatte le gare? “Chi non fa la gara dopo settembre 2017 e decide per la gestione in house avrà meno trasferimenti dal fondo per il trasporto pubblico locale. Ciò spingerà le amministrazioni a bandire le gare”. Delrio parla anche del rinnovo del parco bus: “Con la legge di Bilancio ci sono 3,7 miliardi che si sommano ai 700 milioni già stanziati. Serviranno per togliere dalla circolazione, entro il 2019, circa 8 mila autobus euro zero e 2 mila euro, i più inquinanti di tutti, ma poi gradualmente andranno sostituiti anche gli euro2, che sono 13 mila”. E annuncia anche misure per combattere l’evasione?: “Ci sono meccanismi premiali, cioè più risorse, per chi aumenta i ricavi riducendo l’evasione. Le sanzioni per chi non fa il biglietto salgono fino a 200 euro e le aziende potranno, a loro carico, utilizzare anche controllori esterni come i vigilantes e mettere impianti di videosorveglianza sui veicoli, sempre nel rispetto della privacy”. Prevista anche la detrazione fiscale dell’abbonamento: “Ho presentato degli emendamenti alla legge di Bilancio in questo senso. Una misura del genere fu già sperimentata sotto il governo Prodi e funzionò. Io poi so quanto pesi in una famiglia il costo degli abbonamenti. Se si potessero detrarre anche 200-300 euro l’anno sarebbe un bell’aiuto”. (25 Nov – Red)