Roma, 2 dic – “L’Europa deve cambiare paradigma sui rifugiati, dandosi un nuovo modo strutturale di affrontare queste situazioni. Solo così possiamo sperare di riportare sotto controllo i grandi movimenti di popolazione”. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera l’Alto Commissario dell’Onu per i Rifugiati, Filippo Grandi, che la prossima settimana, a Bruxelles, presenterà un piano per far fronte al problema delle migrazioni in Europa. “Vogliamo indicare all’Europa un diverso modo di porsi nei confronti dei rifugiati — spiega Grandi —. LTJe deve rafforzare il suo ruolo nella prevenzione dei flussi, supportando gli Stati fragili, sia quelli da cui hanno origine, come Siria, Afghanistan, Somalia, sia quelli che ospitano il 90% dei profughi del mondo, come Libano, Etiopia, Pakistan, Turchia. Inoltre questi aiuti non devono più essere dati in modo isolato, ma essere europei e inserirsi in un disegno più vasto. L’Europa deve proiettarsi nuovamente all’estemo, come protagonista. La stabilizzazione dei flussi nel lungo periodo è il succo dei compact, di cui il Presidente del Consiglio Renzi parla da mesi e che noi appoggiamo fortemente”. Cosa proponete di nuovo sull’accoglienza? “Se l’Europa dovesse abbandonare un atteggiamento solidale basato su diritti e valori perderebbe uno degli elementi chiave della sua identità morale. Faremo proposte molto precise su status, ricollocamento, integrazione, perfino sul meccanismo dei rimpatri”. Compresa la riforma del Regolamento di Dublino, che scarica ogni responsabilità sul Paese di arrivo? “Il peso non può essere rovesciato solo sui Paesi di prima linea. Noi proporremo un programma di ridistribuzione obbligatoria, cosa che non è accettata da molti Stati membri”. (red)