Nel 2014, la stima del reddito netto (esclusi i fitti figurativi) delle famiglie con pensionati è pari a 28.410 euro (2.370 euro mensili), circa 2 mila euro inferiore a quello delle famiglie senza pensionati, pari a 30.460 euro (2.540 euro mensili). La metà delle famiglie con pensionati non supera la soglia dei 22.270 euro (1.860 euro mensili), valore che scende a 19.290 euro nel Mezzogiorno e si aggira attorno ai 24 mila euro al Centro e al Nord. Lo rende noto l’ Istat. Nonostante il valore medio e mediano del reddito delle famiglie con pensionati sia più basso rispetto alle restanti famiglie, il rischio di povertà delle prime (16,5%) è circa 6 punti percentuali più basso di quello delle seconde. La presenza di trasferimenti pensionistici attenua il rischio di disagio economico, fornendo un’ importante rete di protezione sociale. La presenza di un pensionato all’ interno di nuclei familiari “vulnerabili”, quali i genitori soli o le famiglie in altra tipologia, consente di dimezzare il rischio di povertà (rispettivamente da 33,6% a 16,3% e da 25,2% a 13,5%). Se ai trasferimenti pensionistici si cumulano redditi provenienti da attività lavorativa il rischio si riduce da 19,5% a 6% rispetto al totale delle famiglie con pensionati.
Anche l’ apporto economico dei componenti non pensionati, in particolare degli occupati, produce un abbassamento del rischio di povertà da 19,5% a 10,9%, rispetto alle famiglie di soli pensionati che non cumulano redditi da lavoro. Tra le famiglie con pensionati le meno esposte al rischio di disagio economico sono quelle in cui è presente un pensionato che cumula redditi da lavoro e almeno un altro componente occupato (il rischio di povertà è al 3,9%), mentre le più vulnerabili sono costituite da pensionati senza altri redditi da lavoro che vivono con familiari non occupati (29,7%). Le famiglie di pensionati del Sud e delle Isole hanno un rischio di povertà circa triplo di quello delle stesse famiglie del Nord e circa doppio di quelle del Centro. L’ indice di grave deprivazione conferma le evidenze emerse con il rischio di povertà, mostrando una maggiore distanza tra le condizioni di vita delle famiglie di pensionati residenti nel Mezzogiorno e quelle appartenenti alle altre due aree del Paese.
(15 dic – red)