Roma, 19 dic – Per diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo “ci dobbiamo muovere per una mentalità di sistema e insistere su un’offerta di qualità”. Lo ha detto Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, intervenendo alla Conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura – 83 in tutto il mondo – in corso alla Farnesina. Necessario, secondo Riccardi, “trasformare i Comitati della Dante in punti di attrazione verso l’Italia, in una dimensione culturale, aprendo percorsi di esperienza con il mondo italiano in tutte le sue espressioni. I Comitati vogliono essere uno spazio di accesso all’italiano, dove si fa esperienza dell’Italia”. “Domandandoci il senso dell’insegnamento della lingua italiana – ha spiegato il presidente della Dante -, siamo partiti da una consapevolezza spiacevole, e cioè che l’Italia non ha investito per anni sull’insegnamento della lingua all’estero. Non investire ha significato non offrire la chiave più efficace perché i non italiani si affezionino al mondo italiano”. “Ci siamo domandati se l’Italia volesse investire sulla lingua italiana – ha proseguito Riccardi – e la risposta è venuta da un processo di ripensamento sul ruolo dell’insegnamento della lingua nella diplomazia culturale”. “Un processo molto positivo – lo definisce il presidente della Dante -, e così siamo arrivati al piano di promozione integrata accolto nella legge di stabilità che ha dimostrato non solo la volontà di sostenere la Dante ma che ha espresso anche un’idea di politica culturale”. “Oggi – ha sottolineato Riccardi – sappiamo che esiste una politica per l’estroversione culturale del nostro paese”. (Sip)