(6 gennaio 2017) Con la scomparsa di Tullio De Mauro, l’Italia perde non solo “un grande luminare e uno studioso attivo su tanti fronti”, ma anche un difensore dei “valori di integrazione” con una grande passione per la lingua italiana e sempre pronto a “promuovere il nostro patrimonio linguistico all’estero”. A ricordare il grande linguista italiano, scomparso all’età di 84 anni, è la Società Dante Alighieri, da sempre impegnata nella difesa e nella promozione della lingua italiana nel mondo. Secondo Andrea Riccardi, presidente della Società, sono stati “fondamentali i richiami di De Mauro ai pericoli dell’analfabetismo di ritorno che minacciano le giovani generazioni, come pure ai valori dell’integrazione con gli immigrati e alla salvaguardia del patrimonio linguistico dialettale”. Riccardi definisce “memorabili” i suoi saggi e le sue inchieste “sulla vitalità dell’italiano nel mondo”. De Mauro è stato anche un grande amico della Dante: “Sempre pronto a condividere idee e progetti – sottolinea Riccardi -, da quelli negli anni in cui ha ricoperto la carica di ministro dell’Istruzione, fino all’innovazione del Premio Strega con l’inserimento della Dante Alighieri tra i voti della giuria internazionale”. (Red)