“Un disastro senza fine ha messo in ginocchio una parte d’Italia che tutti dovremmo sentire come culla della nostra civiltà di bellezza, di comunità, di storia religiosa, agricola e pastorale. Siamo di fronte a una tragedia che merita una mobilitazione ben più grande di quella, già meritoria, che si è messa in moto sin dallo scorso agosto. Lasciando da parte le aspre e inutili polemiche politiche scatenatesi in queste ultime ore. Si sta infatti perdendo un pezzo di Paese e questi ultimi accadimenti colpiscono in modo tragico anche quella economia agricola che è il fondamento di produzioni alimentari apprezzate in tutto il mondo”. Lo scrive Carlo Petrini, fondatore dell’associazione Slow Food, in un intervento su Repubblica. “Gli eventi delle ultime ore – prosegue – ci consegnano un quadro impressionante di animali morti e feriti, con stalle devastate dalla neve, impossibilità di garantire mangime per l’alimentazione e raccolta del latte perché le strade sono impercorribili e intere zone isolate. Secondo i dati di Coldiretti nelle sole Marche si contano centinaia e centinaia di mucche e più di 5.000 pecore al freddo nella neve e senza riparo. Il bilancio è destinato a peggiorare se nelle prossime ore non si adotteranno misure eccezionali. Le migliaia di aziende dei territori terremotati di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo con oltre centomila animali rappresentano un pilastro fondamentale per l’economia dell’area. Un indotto di aziende artigianali e di piccola industria trasforma le risorse zootecniche e agricole in prodotti di alta qualità. La presenza storica di questo savoir-faire alimenta un turismo che trova in questo nostro Paese un patrimonio che il mondo ci invidia. L’eroica resistenza di allevatori e contadini merita una risposta concreta e immediata. Recupero di viabilità, intervento dell’esercito, raccolta e vendita del latte, ricoveri provvisori per gli animali. Anche la nostra mobilitazione può servire perché comperare latte e ricotte provenienti da queste terre, anche attraverso i mercati di ‘Campagna Amica’, non è solo un segno di solidarietà ma di vitale importanza. La mungitura degli animali, che deve avvenire due volte al giorno, è necessaria per garantire la loro sopravvivenza. La straordinarietà di questa situazione avrà costi altissimi per la collettività nazionale e di certo suonano stridenti i diktat della Commissione europea sulle percentuali di riassetto del nostro bilancio. Unità nella diversità è lo straordinario e potente motto della nostra Europa: peccato che non trovi applicazione. Ma questo è il momento decisivo per esprimere nei comportamenti collettivi l’unità della nostra Italia perché un pezzo di questa nostra straordinaria diversità rischia di scomparire nella disperazione dei nostri connazionali colpiti. Non possiamo neanche immaginare cosa può significare per il sistema Paese l’abbandono di queste terre. ‘Non vi lasceremo soli’ deve essere un impegno concreto e duraturo nel tempo. Una promessa che dobbiamo assumere tutti assieme”. ((19 Gen – Red)