“Non ho nulla da temere e sono molto serena, la mia coscienza è pulita. E il mio unico interesse è svolgere nel migliore dei modi il mio mandato. E per quanto riguarda Romeo, valuterò il da farsi con i miei legali. L’importante è che cancelli il mio nome come beneficiaria da queste polizze assicurative”. Lo afferma Virginia Raggi in una intervista al Corriere della Sera, nella quale precisa: “Io scelsi Romeo in virtù di un rapporto di fiducia e di stima professionale che si era consolidato negli anni in cui ero consigliera comunale. La storia della polizza è stata gonfiata ad arte dai giornali per screditarmi attraverso un’operazione vergognosa. Io non ho mai preso un soldo e, se ne fossi stata informata, avrei chiesto a Romeo di rimuovere immediatamente il mio nome dalla polizza, come ho fatto pubblicamente appena l’ho saputo. Qui parliamo di una polizza usata da Romeo come forma di investimento personale, l’unico beneficiario è lui e non certo la sottoscritta. Persino uno stolto capirebbe che una polizza a vita del valore di 30 mila euro, di cui io avrei beneficiato solo in casa di morte del sottoscrittore, non può essere una forma di corruzione o di compravendita dei voti. Eppure la stampa lo ha insinuato, lo ha scritto, ci ha fatto titoli a caratteri cubitali”. “I media hanno provato a indebolirmi, raccontando menzogne su menzogne al solo scopo di infangarmi – aggiunge -. Hanno accostato il mio nome ad alcune ipotesi di reato, come quella sulla polizza assicurativa, che poi si sono rivelate totalmente infondate: frutto di fantasie giornalistiche. Ma i romani sanno riconoscere la verità e ci giudicheranno sulle cose concrete che stiamo facendo per Roma”. Sette mesi difficili… “In parte. Un inizio così avrebbe sfiancato chiunque. Ma noi non ci fermiamo, perché abbiamo un grande progetto per la città. Abbiamo preso un impegno con i cittadini e lo porteremo a termine: cambiare Roma”. Ma certo ammette le difficoltà: “C’è stata una partenza sbagliata. Le cause sono tante. Non tutto è andato come volevamo. Ma oggi possiamo dire di aver posto riparo a errori fatti in principio e di aver inaugurato una nuova fase, con una squadra meravigliosa di assessori e consiglieri che sta facendo un lavoro straordinario”.
Inoltre conferma che in caso di rinvio a giudizio, si autosospenderà come prevedono le regole del M5S: “Il codice etico e il codice di comportamento firmato parlano chiaro e mi atterrò a quelli come ho sempre fatto”. Ma, seppure le stesse regole prevedano che un sindaco indagato debba dimettersi, questo non è il suo caso: “Nessuno ha cambiato idea, né io né il M5S. Se un sindaco riceve un avviso di garanzia perché ha intascato una mazzetta o ha rubato soldi dei cittadini, deve andare a casa senza se e senza ma”. E aggiunge che “il sostegno di Grillo è un ulteriore stimolo ad andare avanti con sempre più forza e più determinazione. Anche con Davide (Casaleggio, ndr) i rapporti sono ottimi. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: lavorare per il bene dei romani e migliorare le condizioni di questa città meravigliosa che amiamo tutti”. (6 Feb – Red)