Pordenone, 24 mar – Il multilinguismo, il carattere transfrontaliero del territorio e la specificità delle tradizioni locali. Per l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Risorse agricole Cristiano Shaurli sono questi gli aspetti che potrebbero consentire al paesaggio rurale del Collio e Brda di candidarsi a patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Con una generalità presentata quest’oggi alla Giunta regionale, l’assessore ha illustrato all’esecutivo il percorso che questa zona, a confine tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia, sta compiendo per avviare l’iter con il quale potersi fregiare dell’ambitissimo riconoscimento. Secondo Shaurli sarebbe di particolare interesse “la valenza transfrontaliera della candidatura. Per questo motivo i comuni sottoscrittori del dossier starebbero verificando la possibilità di far assumere il ruolo di capofila al Comune di Brda, con anche il supporto dei Ministeri sloveni competenti, dando così ancora più forza all’iniziativa”. Il progetto transnazionale si richiama ai “Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” già iscritto alla lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2014 ma anche a quanto avviato nel 2008 dall’area di Conegliano-Valdobbiadene. Per la zona del Collio e Brda il percorso ha preso il via ad aprile del 2015 con la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa per preparare la candidatura. (Red)