Roma, 27 mar – “Questa candidatura valorizza un prodotto tradizionale per tante aree rurali del nostro Paese, a partire dalla comunità di Norcia e delle zone del terremoto di Umbria, Lazio e Marche. Nel mondo il tartufo è uno dei simboli più forti della qualità del Made in Italy agroalimentare e per questo sosteniamo con forza questa esperienza come patrimonio dell’umanità. Aggiungiamo così un nuovo tassello di promozione del nostro modello agricolo che si caratterizza per la distintività e l’unicità del nostro saper fare, della nostra cultura, dei nostri prodotti”. Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina commentando la candidatura della cultura del tartufo come patrimonio dell’umanità. “Si è riconosciuto nel tartufo – commenta il viceministro Andrea Olivero – non solo un prodotto della terra, ma un simbolo di una civiltà agricola e di una cultura capace di sviluppare uno straordinario rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale. L’Italia, – prosegue Olivero – con questa autorevole candidatura, dimostra l’attenzione alle aree interne, spesso ingiustamente considerate ‘minori’, ma nella realtà capaci di manifestare eccellenza culturale e produttiva. Alba, Acqualagna, Norcia e molte altre terre, al Nord come al Centro e al Sud, hanno sviluppato nei secoli un patrimonio culturale che oggi è doveroso custodire e tramandare”.
(red)