Roma, 28 mar – Si legge sull’Enciclopedia Treccani che il Marchese Rafael de Sobremonte “dette prova di incapacità politica e militare di fronte alle invasioni inglesi del 1806-07”. E per smentire questa versione dei fatti scende in campo don Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, capo dell’Illustrissima Casa Jantus Lordi de Sobremonte e della Casa Dinastica del Río de la Plata sostenendo che don Rafael de Sobremonte, zio del bisavolo del suo trisavolo, “proprio per il suo operato durante le invasioni inglesi del Río de la Plata fu promosso maresciallo di campo e nominato ministro del Reale e Supremo Consiglio delle Indie. E per lo stesso motivo gli fu concessa anche la Gran Croce dell’Ordine di Carlo III. É vero che egli si ritirò a Córdoba in cerca di aiuto e di uomini, ma è anche vero che egli e fu pronto a tornare immediatamente a difendere il suo popolo, la qual cosa rientra nella logica di un buon stratega nel momento in cui a questi mancasse l’imprescindibile per fare fronte al nemico”. “Il Viceré de Sobremonte è stato un militare con uno stato di servizio ineccepibile, un uomo di principi che ha governato la Città di Córdoba con zelo, integrità ed efficienza, a tal punto da diventare uno dei governanti che maggiormente hanno contribuito al suo sviluppo” aggiunge donna Emilia Lordi-Jantus de Sobremonte, decano dell’Illustrissima Casa Jantus Lordi de Sobremonte, e “durante le invasioni inglesi del Río de la Plata la condotta del Viceré de Sobremonte rispose alla sua immensa grandezza di spirito, non avendo egli avuto alcun dubbio nel mettere a repentaglio la sua vita per un bene superiore”. I discendenti di Rafael de Sobremonte contestano anche quanto riportato dalla Enciclopedia Treccani secondo cui è stato “imprevidente nell’apprestare la difesa di Buenos Aires”: “Ciò non corrisponde al vero. Al contrario, il Viceré de Sobremonte, che era a conoscenza dell’esistenza di gruppi indipendentisti attivi a Buenos Aires pronti a scatenare un illegittimo colpo di stato e che era anche consapevole della vulnerabilità del Río de la Plata, in numerose occasioni aveva chiesto rinforzi dalla Spagna. E se egli si ritirò a Córdoba, adempiendo peraltro alle istruzioni di evitare che la persona del Viceré cadesse nelle mani dell’invasore, fu solo per reclutare uomini ed essere in grado di sconfiggere il nemico”.
(red)