Roma, 28 mar – Solo il 41% di chi si è trasferito all’estero lo ha fatto per motivi di lavoro, mentre tra le altre
motivazioni spiccano motivi familiari e anziani che vanno in paesi dove il costo della vita è più basso e la
pensione “vale di più” (14%). E anche chi vive in Italia e pensa di partire lo fa essenzialmente “per vivere
una esperienza diversa” (26%). Sono alcuni dei risultati di una ricerca effettuata da Renato Mannheimer
per conto dei patronati italiani all’estero, i quali riscontrano secondo l’esperto sondaggista “un gradimento
del 38%, che se fosse per una azienda non sarebbe niente male”. La lingua è vista come il principale
problema di una esperienza all’estero, nel quadro di quello che viene definita “una generale
sottovalutazione delle difficoltà, ma anche il welfare e i meccanismi della fiscalità.
(Sis)