ROMA: “TOGHE ROSSO SANGUE”
In Italia 29 magistrati hanno perso la vita per mano della mafia, della ‘ndrangheta, del terrorismo nero, di quello rosso, di soliti ignoti o di tristemente noti. Il primo, Antonino Giannola, ucciso il 26 gennaio del 1960 nel Palazzo di Giustizia di Nicosia, l’ultimo, Fernando Ciampi, il 9 aprile 2015 nel Palazzo di Giustizia di Milano. Con pochissime eccezioni, oltre alla pena di morte decretata dai mandanti e decantata dagli esecutori, tali magistrati hanno subito una nuova morte: l’oblio. Da qui, dalla voglia di “fare memoria”, conoscere quella parte di storia italiana a volte dimenticata e messa in ombra, nasce “Toghe Rosso Sangue”, tratto dagli scritti di Paride Leporace, e diventato spettacolo teatrale con il patrocinio dell’ANM – Associazione Nazionale Magistrati, in scena a Roma alla Sala Vignoli l’8 e 9 aprile e al Teatro Argentina in una speciale matinee il 12 aprile. In scena Sebastiano Gavasso, Diego Migeni, Francesco Polizzi, Emanuela Valiante: quattro voci, quattro attori, quattro anime avvolte da un’atmosfera tra il realismo e il noir e da una scenografia essenziale, che mirano con rabbia e con amore a un teatro che non spettacolarizza ma, senza condanne né valutazioni politiche, silenziosamente grida un omaggio a uomini morti nell’adempimento del loro dovere: un omaggio al loro senso dello Stato. (red)
SERGIO ASSISI: L’ISPETTORE DRAKE E IL DELITTO PERFETTO
“L’ispettore Drake e il delitto perfetto” di David Tristram, per la regia di Sergio Assisi arriva in Puglia. Quando un genio decide di commettere un delitto, il piano che mette in pratica per portare a termine il suo progetto è a prova di errore. Ma è anche a prova di idiota? L’Ispettore Drake e il suo fido aiutante Plod si ritrovano a dover affrontare la più grande sfida delle loro carriere: risolvere un misterioso delitto. Chi è il dottor Short? E perché ha sposato un facocero? É stato lui ad uccidere la sua quarta moglie o è stata la sua quarta moglie a uccidere lui? Ma soprattutto, perché c’è un lampione in salotto? Queste sono solo alcune delle domande a cui l’ispettore dovrà dare una risposta. Al servizio di un thriller surreale, l’Ispettore Drake racchiude in sé tutti i luoghi comuni del detective esasperati all’ennesima potenza, fino ad ottenere una miscela irresistibilmente comica. In scena con Assisi, Francesco Procopio, Luigi Di Fiore, Fabrizio Sabatucci, Beatrice Gattai. Lo spettacolo fa tappa fino a domenica 2 aprile a Barletta, al Teatro Curci. Il 4 aprile andrà i scena a Corato, teatro Comunale mentre il 5 aprile l’appuntamento è a Grottaglie, Teatro Monticello. (red)
ROMA: “NON TI FISSARE”
Un autista ipocondriaco, una donna sola, un erotomane, una workaholic, un iperconnesso. Una meta da raggiungere. Un guasto da riparare. Cinque personaggi costretti a condividere una lunga notte nel bel mezzo del nulla. Ognuno reagirà in maniera diversa all’imprevisto, ma l’incontro tra cinque menti stra-ordinarie darà vita a situazioni altrettanto inaspettate, dai risvolti esilaranti, in un mix tragicomico sempre pronto ad esplodere. E voi, cosa fareste al posto loro? Sareste divorati dall’ansia? Vi assalirebbe la paura della morte? O quella della solitudine? Entrereste in panico per l’assenza di rete? O per gli impegni da rimandare? Paure, ansie, paranoie, paturnie, ossessioni, compulsioni, fisse, manie, fobie. Chiamatele come volete. Ma ognuno c’ha le sue. E “Non ti fissare” le porta in scena con ironia, per sdrammatizzare e riderci su. Lo spettacolo è in scena a Roma, a Teatro Trastevere( via Jacopa de’ Settesoli) fino al 2 aprile. Con Antonia Fama, Alessandro Di Somma, ErmeneGildo Marciante, Lidia Miceli e Francesco Bonaccorso. Testi di Antonia Fama e Lorenzo Misuraca. Regia Velia Viti, aiuto regia Teresa Fama. (red)
NAPOLI, DANIELI E ARENA: SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Isa Danieli e Lello Arena sono in scena fino al 2 aprile al Teatro Trianon di Napoli con “Sogno di una notte di mezza estate” diretti da Claudio Di Palma. Dopo due stagioni di successi in giro per l’Italia, il capolavoro shakespeariano riscritto da Ruggero Cappuccio torna infatti a Napoli. Sul palco due protagonisti d’eccezione: Isa Danieli nel ruolo di Titania e Lello Arena nei panni di Oberon. Ad accompagnali in scena Fabrizio Vona, Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese, Antonella Romano. costumi sono di Annamaria Morelli, le scene di Luigi Ferrigno, le musiche di Massimiliano Sacchi, i burattini di Selvaggia Filippini. Lo spettacolo è prodotto da Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage, Festival Teatrale di Borgio Verezzi e Civit’Arte 2015. Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani. Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.(red)
“IL CANTO DELL’USIGNOLO” IN SCENA AL GHIONE A ROMA
Dal 1 al 9 aprile Glauco Mauri e Roberto Sturno in scena al Teatro Ghione di Roma (via delle Fornaci 37) con “Il canto dell’usignolo”, poesia e teatro di Shakespeare (regia di Glauco Mauri). Un omaggio al grande poeta inglese, presenza centrale, da quattrocento anni, della cultura europea. Il canto dell’usignolo è una breve favola di Gotthold Ephraim Lessing. Un pastore, in una triste sera di primavera dice a un usignolo: «Caro usignolo, perché non canti più?» «Ahimè – rispose l’usignolo – ma non senti come gracidano forte le rane? Fanno tanto tanto chiasso e io ho perso la voglia di cantare. Ma tu le senti?» «Certo che le sento – rispose il pastore – ma è il tuo silenzio che mi condanna a sentirle». Mauri e Sturno accompagnati dalle musiche composte da Giovanni Zappalorto, eseguite in scena dallo stesso Zappalorto al pianoforte, da Marzio Audino alle percussioni e, in video, dalla cantante Annalisa Amodio, con gli elementi scenografici di Marta Crisolini Malatesta e i video di Nexus, danno voce alle immortali opere di Shakespeare, «l’usignolo» che con il suo canto ci parla della vita di tutti noi. Un caleidoscopio che attinge alle pagine più belle dei capolavori del Bardo di Avon, dall’amore esternato ne I Sonetti, sentimento universale al di là dei generi, a Enrico V, da Come vi piace a Macbeth, da Riccardo II a Timone d’Atene, da Giulio Cesare a Re Lear e alla magia di Prospero de La tempesta. (PO /red)
