Roma, 5 apr – La decisione del Consiglio Federale svizzero di chiudere la notte i tre valichi che collegano la Lombardia con la Svizzera “riduce in concreto uno dei quattro principi su cui è costituita l’Unione europea e la dice lunga sulle motivazioni diffuse dai proponenti. La Svizzera non ha ancora sospeso il trattato di Schengen, che regola la libera circolazione dei cittadini residenti dentro i confini dell’Ue. Alimentare paure e insicurezza tra la gente sembra essere un viatico per acquisire consenso elettorale in un periodo in cui alcuni governi ritornano ad erigere muri e a rinchiudersi a protezione di interessi particolari”. Così in una nota Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero. “L’inasprimento delle regole di controllo delle persone nelle aree di confine – ha detto Schiavone -, in teoria potrebbe essere una risposta concreta per prevenire la micro criminalità, ma viste da lontano queste decisioni hanno l’aria di un accanimento da parte delle autorità ticinesi, che tendono a distinguersi dagli altri cantoni svizzeri”. “Il Ticino e la Lombardia hanno comuni interessi, cultura, infrastrutture e affinità che rendono anacronistica questa decisione, tant’è che la notizia ha preso di sorpresa la popolazione locale, costretta a sportarsi da una parte all’altra del confine e che durante la fase sperimentale dovrà subire disagi e costi che renderanno la loro vita più complicata”, ha proseguito Schiavone. (Red)