Bruxelles, 17 mag – In una risoluzione approvata oggi, 17 maggio, i deputati europei hanno affermato che la situazione in Ungheria giustifica l’avvio della procedura che potrebbe portare a sanzioni contro il Paese. I deputati
vedono un grave deterioramento dello Stato di diritto e della democrazia. Le leggi controverse devono essere sospese o ritirate. I fondi UE per l’Ungheria devono essere sotto sorveglianza. A seguito del dibattito in Plenaria dell’aprile scorso, i deputati hanno dichiarato che la situazione dei diritti fondamentali in Ungheria giustifica l’avvio della procedura formale per determinare se in uno Stato membro ci sia un “evidente rischio di grave violazione” dei valori dell’UE. Nella risoluzione si chiede: l’attivazione dell’articolo 7, paragrafo 1: i deputati
incaricano la commissione per le libertà civili di elaborare una risoluzione formale da votare in Plenaria, che il governo ungherese abroghi le norme contro i richiedenti asilo e le organizzazioni non governative e che raggiunga un accordo con le autorità statunitensi, consentendo all’Università dell’Europa centrale di rimanere a Budapest come istituzione libera, e che la Commissione europea controlli rigorosamente l’utilizzo dei fondi UE da parte del governo ungherese. Secondo i deputati, i recenti sviluppi in Ungheria che hanno portato ad un grave
deterioramento dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali, rappresentano un banco di prova per la capacità dell’Unione di difendere i suoi valori fondanti. Hanno inoltre ribadito la necessità di istituire un meccanismo di salvaguardia dei valori fondamentali dell’UE, come già sostenuto nella risoluzione del 25 ottobre 2016. La risoluzione è stata approvata con 393 voti favorevoli, 221 contrari e 64 astensioni. (Gnk)