(24 maggio 2017) I nuovi italiani nel mondo, i cosiddetti cervelli in fuga, non emigranti vecchio stampo con la valigia di cartone, ma giovani laureati che trovano successo in ogni parte del mondo: a loro è dedicato il Premio Genio Vagante, ideato e promosso dal Vittoriale degli Italiani e dall’Istituto Italiano di Cultura di Montreal, con l’obiettivo di stabilire un legame virtuoso fra l’Italia e i suoi nuovi “ambasciatori” nel mondo. Il riconoscimento – dedicato quest’anno a un giovane italiano che in Canada ha costruito un’eccellente carriera – verrà consegnato il 27 maggio a Montreal (Casa Italia) al chimico Andrea Paolella, nato a Reggio Emilia, classe 1984. Il premio, che verrà assegnato dal Vittoriale degli Italiani in omaggio al motto dannunziano “Arma la prora e salpa verso il mondo”, consiste in una scultura realizzata appositamente dal maestro Ugo Riva. “Un museo, e particolarmente quel ‘Libro di pietre vive’ che è il Vittoriale, non può essere soltanto luogo di conservazione, ma motore di idee, iniziative, progetti – ha commentato il presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri -. Il Premio Genio Vagante nasce dalla necessità di mettere nella giusta luce un fenomeno spesso malinteso: i cervelli non fuggono, corrono, è bene incoraggiarli, seguirli. Nasce anche dal desiderio del Vittoriale di incrementare il sodalizio con gli Istituti Italiani di Cultura, come già avvenuto con quelli di Montreal e di Amsterdam, a loro volta motori di idee, iniziative, progetti italiani nel mondo”. L’edizione 2018 del Genio Vagante sarà infatti organizzata in Olanda, in collaborazione proprio con l’Istituto italiano di cultura di Amsterdam. Il Premio Genio Vagante è il “riconoscimento del Vittoriale degli Italiani ai giovani de ‘Il Genio vagante’ di Montreal, che in Istituto danno voce ai propri saperi e che giorno dopo giorno fondono in maniera mirabile la diversità delle storie umane – ha sottolineato Francesco D’Arelli, direttore dell’Istituto italiano di cultura di Montreal -. I giovani italiani sono nel mondo portatori di saperi accumulati avidamente in Italia e diffusi con un’antica vocazione: lo scambio generoso di cultura, animato da un umanesimo secolare. I giovani italiani sono l’espressione più vivace e creativa dell’Italia, sono la fonte inesauribile di cultura, di coraggio, di volontà di fare. A loro tutti l’esortazione dannunziana: ‘Non siete voi forse oggi tutta un’adunanza di speranze?’”. (Red)