Roma, 30 mag – “Con la puntualità della frutta di stagione, arriva un nuovo attacco al voto degli italiani all’estero e agli eletti della circoscrizione Estero. In altre parole, ai diritti di cittadinanza di cinque milioni di persone. Quisquilie, direbbe Totò. Se ne fa protagonista il giornale Libero che riserva all’argomento la copertina e due intere pagine, che ospitano articoli di G. Paragone e T. Montesano, elegantemente intitolati ‘Poco onorevoli. Togliamoci il peso degli eletti all’estero’ e ‘Costano e nessuno li fila: chi sono gli inutili diciotto’. L’occasione è quella della definizione della nuova legge elettorale”. Così in una nota i deputati del Pd eletti all’estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta e Alessio Tacconi. I deputati dem, ricordando le parole di Paragone (“Qualsiasi legge elettorale avanzerà in Aula, si tolga il voto degli italiani all’estero. È stata una colossale fesseria” e “Le esigenze degli italiani all’estero sono secondarie rispetto ai problemi del Paese”), aggiungono: “Cambiano le parole, ma la musica è sempre quella: il solito refrain di un giornalismo culturalmente e politicamente connotato che non perde occasione per respingere un mondo che non conosce e di cui non si fida. Nessuna sostanziale novità, dunque, se non l’abissale, spaventosa ignoranza dei termini reali della questione”. “I cittadini italiani all’estero sono cittadini come tutti gli altri e nessuno gli può togliere il diritto di voto, che è il primo dei diritti di cittadinanza – hanno proseguito Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi -. La circoscrizione Estero, inoltre, è stata messa in Costituzione per ‘dare effettività’ a questo inalienabile diritto e nessuna legge elettorale (ordinaria) la può toccare. In Costituzione è indicato anche il numero dei parlamentari (12 alla Camera e 6 al Senato) per cui la stessa abolizione della legge sul voto degli italiani all’estero non cancellerebbe la rappresentanza, semmai ne potrebbe modificare le sole modalità di elezione. Oltre alle quisquilie, anche le pinzillacchere, direbbe sempre Totò. Anzi, le cantonate”. (PO / Red)