Roma, 14 giu – “Riceviamo spesso lettere, telefonate ed e-mail di nostri connazionali residenti all’estero i quali si lamentano perché sui loro redditi conseguiti in Italia o sulle loro pensioni italiane pagano le addizionali comunali e regionali. I nostri connazionali si chiedono perché devono pagare tali tasse visto che non usufruiscono dei servizi comunali o regionali. La loro indignazione potrebbe sembrare giustificata, ma in effetti non è così”. E’ quanto sottolineano in una nota i deputati del Pd eletti all’estero Marco Fedi e Fabio Porta che spiegano: “Innanzitutto va chiarito che si deve pagare l’Irpef (e le addizionali) per redditi conseguiti in Italia solo se previsto da una Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali o in assenza della stessa. Infatti, in base alle specifiche previsioni delle Convenzioni contro le doppie imposizioni, le pensioni corrisposte ai cittadini non residenti possono essere assoggettate: – a tassazione esclusiva nel Paese di residenza o nel Paese di erogazione del reddito; – a tassazione concorrente (cioè entrambi gli Stati prelevano un’imposta sullo stesso reddito) con diritto al credito d’imposta. Va sempre verificato quindi cosa stabilisce l’eventuale Convenzione stipulata dall’Italia con il Paese di residenza”. (red)