“Il tema dell’immigrazione è un tema cruciale, che merita una riflessione approfondita”: ne è convinta la presidente della Camera Laura Boldrini, che questa mattina a Montecitorio ha risposto alle domande dei giornalisti della stampa parlamentare riuniti per la consueta cerimonia del Ventaglio. “E’ doveroso – ha detto – e necessario, aumentare gli aiuti allo sviluppo, anche perché l’Italia su questo non brilla con lo 0,17 per cento del Pil. Una percentuale molto bassa rispetto alla media dei paesi Ocse e rispetto a quanto le Nazioni Unite ci chiedono”. Per la Boldrini “l’integrazione non avviene con la bacchetta magica, lo Stato deve indicare il percorso e i migranti devono seguirlo”. Commentando poi il rinvio della legge sullo Ius soli, la Boldrini ha sottolineato: “La cittadinanza è lo strumento principe, per antonomasia, dell’integrazione. Impedire a chi nasce in un paese o a chi fa corsi di studi in quel paese di sentirsi parte di quella società è impedire l’integrazione” e “mi auguro che il provvedimento sullo ius soli sia approvato entro la fine di questa legislatura”.
Passando poi ai temi delle alleanze che alimentano il confronto politico in questi giorni, la Boldrini ha detto: “La gente non è interessata alle alleanze, è interessata al lavoro, alle tasse, alla casa. Consiglio vivamente che la sinistra si stacchi da questa polemica e parli di contenuti, di mettere al centro le esperienze civiche nei territori e nelle periferie”. Poi la presidente della Camera parla di numeri e del “tanto” lavoro fatto a Montecitorio: “Dal 2013 al 2017 – spiega – abbiamo fatto risparmiare alle casse dello Stato 350 milioni di euro. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che questo accade”. “Certamente – aggiunge la Boldrini – si poteva fare meglio. Ma, al netto degli sprechi, la democrazia ha un costo. E noi dobbiamo rivendicarlo”. La presidente della Camera ringrazia poi l’Ufficio di presidenza, e in particolare la vicepresidente Marina Sereni, che “è stata – spiega – ‘focal point’ per tante riforme”. Sintetizzando il lavoro svolto in questa legislatura, la presidente della Camera spiega che “le attività hanno un segno più, i costi hanno un segno meno”. Stando ai numeri diffusi alla stampa è aumentato il numero di sedute dell’Aula, delle commissioni, l’attività legislativa e di indirizzo e controllo. Per quanto riguarda i costi la Boldrini rivendica “il segno meno sul bilancio della Camera”. “Nel solo 2017 – aggiunge – abbiamo restituito allo Stato 80 milioni, diminuito le spese del personale del 28,4%, quelle per beni e servizi del 41,5%, quelle per le assicurazioni sono scese del 68,6%. Il totale della spesa è sceso quasi del 25%, da 732 milioni a 551”.
La Boldrini rivendica anche il “grande lavoro di trasparenza fatto in questa legislatura”, fatto con le nuove regole per i lobbisti per i quali è stato istituito un apposito registro e ai quali sono stati dedicati degli spazi. La presidente della Camera parla anche del “codice di condotta” istituito per i deputati. Nel ripercorrere il lavoro fatto la Boldrini cita la riforma del regolamento della Camera sottolineando che “il cambiamento è possibile nei palazzi delle istituzioni”. Alla domanda sui vitalizi, la Boldrini invece risponde: “Personalmente non ho nulla in contrario nel ricalcolare i vecchi vitalizi”, ma “come presidente della Camera non posso ignorare profili costituzionali non banali sui diritti acquisiti”. Infine, a chi parla di “turismo parlamentare” per i deputati che cambiano gruppo risponde: “Nel nostro paese la situazione è molto fluida e io non trovo disonorevole che ci possano essere uno o più parlamentari che vadano da un gruppo ad un altro. E’ la costituzione che ce lo dice, non c’è un obbligo”. (18 lug – PO / Sab)
