Roma, 2 ago – “Certamente l’Occidente è in una fase di ridefinizione dei suoi interessi e quindi di volatilità in politica estera. La colpa è principalmente nostra: l’aver fatto saltare l’ultima opportunità di imporre regole e standard comuni con gli accordi transnazionali (Ttip, Tpp, ecc), come spiega il ministro Calenda. Da qui una grande incertezza su quali siano gli interessi nazionali e quali quelli comuni (europei, occidentali o globali). Tutti li stanno ridefinendo. Ne conseguono battaglie di retroguardia, tipo Stx. Tuttavia non dobbiamo farci prendere dalla ‘geopolitica delle emozioni’: i legami che congiungono l’Occidente sono troppo forti per essere spezzati. Possono esserci eccitazioni superficiali ma non si andrà oltre”. Lo scrive il viceministro degli Esteri Mario Giro in una lettera al Corriere della Sera. E prosegue: “La politica estera si fa con tutti gli strumenti a disposizione e con la pazienza della sedimentazione. I ‘colpi’ servono a poco”.