Bologna, 2 ago – La storia di Velika Hoca, enclave serba situata in Kosovo e Metohija, raccontata nella mostra “I.l.t. Illumina le tenebre. Desideri complessi di un’Europa taciuta” di Federica Troisi e Giovanni Lindo Ferretti, una selezione di scatti dall’omonimo libro fotografico ed una colonna sonora appositamente composta – fino al 27 agosto al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. L’esposizione è curata dall’Associazione Amici di Decani che si occupa del sostegno, divulgazione e promozione delle attività umanitarie e culturali del monastero ortodosso di Visoki Decani in Kosovo, dichiarato nel 2006 patrimonio dell’umanità dell’Unesco. La fotografa Federica Troisi incontra attraverso un’esperienza solidale la realtà di una umanità sofferente, privata dell’inalienabile diritto all’identità e resistente alle ingiurie della povertà, alle difficoltà quotidiane del vivere, alle insidie della modernità omologatrice. Una umanità fiera, gelosa custode della propria identità, rispettosa dell’altro, devota alla religione dell’ospitalità. Tocca con mano la discriminazione, la stanchezza, la rassegnazione ma anche la potenza del desiderio, la volontà di coltivare un sogno a dispetto di qualsiasi razionalità. Non conosce la lingua, ma approfondisce la comunicazione, studia corpi, volti, gesti, lacrime e sorrisi. Ritorna ostinata all’enclave, Velika Hoca, un piccolo villaggio di seicento anime, adagiato sulle colline di Metohija. Spende giornate e chiacchiere notturne, attrezzata di apparecchio fotografico, microfono e interprete; visita case, consuma ingenti quantità di caffè, partecipa della vita taciuta di chi tutto può desiderare e poco e niente realizzare. Scatta ritratti e penetra la sensibilità di una popolazione ferita. Tornata alle colline di Reggio Emilia, l’incontro con Giovanni Lindo Ferretti, musicista, scrittore, teatrante, è fecondo; insieme riempiono le immagini di nuove parole, sedimentano emozioni aprendo inedite prospettive, raffigurando l’enclave del terzo millennio, dove l’Europa smarrisce il senso della propria esistenza sprofondando in un baratro che conduce all’oscurità. Unica stella polare possibile i desideri sussurrati di donne, uomini, giovani, bambini, flebile luce di speranza che illumina le tenebre.
(PO / red)