(3 ago) L’Italia la derubrica a voci infondate e immotivate. L’Europa commenta che “per ora ci sono solo resoconti dei media”. Insomma, non sembra esserci alcuna conferma delle minacce del generale libico Kalifa Haftar di bombardare le navi italiane in acque libiche, ma qualche preoccupazione le voci fatte rimbalzate in Europa da Al Arabyia le mettono comunque. Dice Catherine Ray, portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna: “Lavoriamo a stretto contatto e in coordinamento con l’Italia sul modo migliore possibile per gestire la rotta del Mediterraneo centrale, in linea con gli standard e le leggi internazionali. Fino ad ora l’Italia è stata l’avanguardia dell’Ue nel lavoro per salvare vite e accogliere profughi. E l’Ue sta lavorando a sostegno di una soluzione politica in Libia, e per aiutare la Libia a gestire i flussi migratori. E la nostra priorità è data alla protezione dei migranti”. Secondo Al Arabiya, il generale Haftar, capo delle milizie del governo di Tobruk, considererebbe la missione italiana “una violazione della sovranità nazionale libica”. Haftar si era da subito dimostrato contrario alla richiesta di aiuto del premier di Tripoli, Al Serraj, che si era rivolto all’Italia chiedendo un supporto navale alla Guardia costiera libica. Giusto ieri il Parlamento aveva approvato la risoluzioni sulla partecipazione dell’Italia alla missione.