Non si allenta la tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti. Il missile che ieri ha sorvolato il Giappone e che ha allertato il mondo intero, secondo le minacce del regime, era solo un “preludio” e ora i missili sono puntati sulla base militare statunitense di Guam, nell’Oceano Pacifico. Il missile balistico lanciato da Pyongyang sarebbe un “primo passo per le operazioni militari nel Pacifico, un significativo preludio” all’obiettivo di Guam – riporta Korean Central News Agency, l’agenzia di stampa nord-coreana – e una “risposta alle manovre militari congiunte in corso tra Seul e Washington”. La Corea del Nord sostiene che prima di prendere decisioni sulle azioni future osserverà il comportamento degli Usa. Ieri il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha “condannato fortemente” il lancio di Kim Jong-un definendolo “oltraggioso”, chiedendo a Pyongyang di porre fine a interventi che sono “non solo una minaccia alla regione, ma a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite” e invocando la piena applicazione delle sanzioni concordate. Senza però fare cenno a possibili nuovi sanzioni: l’impegno è per una “soluzione pacifica, diplomatica e politica” anche se, ribadisce la Casa Bianca, “tutte le azioni sono sul tavolo”. E con tutte si intendono anche quelle militari, con il presidente Trump sempre più sul piede di guerra.
TERREMOTO SU GUAM – La Cina si è detta contraria a sanzioni unilaterali nei confronti della Corea del Nord: per il ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, la cooperazione degli altri membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è la soluzione per risolvere la tensione. L’Isola di Guam, minacciata ormai da settimane da Pyongyang, è stata nel frattempo colpita da una scossa di terremoto di magnitudo 5,2. Il sisma – rende noto l’Istituto geofisico americano – è stato avvertito alle 8 di stamattina ora locale, con epicentro a 83,4 chilometri a sudest del villaggio Inarajan, senza però aver provocato per ora danni o vittime. (Red – 30 ago)