Livorno, the day after. Il nubifragio che ieri ha colpito la città ha strappato la vita a sette persone mentre si cerca ancora un disperso. Quattro delle sette vittime appartenevano allo stesso nucleo familiare: vivevano in un appartamento al di sotto del livello stradale: l’esondazione del Rio Maggiore ha allagato la casa in pochi minuti e non ha lasciato scampo a mamma, papà, al figlio di quattro anni e al nonno del bambino. Dopo l’emergenza, si cerca di ripulire le case dall’acqua e di rimuovere il fango che ha invaso la città. La macchina del volontariato si rafforza di ora in ora, sono 400 le persone impegnate nell’emergenza provenienti dal sistema regionale e nazionale della Protezione Civile con il supporto di associazioni ed enti locali che potranno rispondere in maniera significativa al crescente numero delle richieste di intervento ai Vigili del Fuoco da parte della cittadinanza. “Siamo ancora in emergenza – ha dichiarato il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin – ma stiamo lavorando speditamente per il ritorno alla normalità. Stiamo lavorando in queste ore soprattutto per liberare la città dai detriti in modo da tornare quanto prima a una situazione di agibilità di tutto il territorio”.
POLEMICHE SINDACO-REGIONE Non si placano però le polemiche, dopo il botta e risposta di ieri tra Nogarin e il presidente della Toscana Enrico Rossi sull’allerta lanciata dalla Regione in vista del maltempo. Secondo il sindaco di Livorno il codice arancione non era sufficiente e c’era bisogno di quello rosso. “La prevenzione va fatta. La Regione Toscana ha una legge che impedisce di costruire nell’alveo dei fiumi. In maniera molto precisa. E io dò le dimissioni se qualcuno pensa di poterla andare a toccare”, ha detto Rossi intervenendo questa mattina a Radio 1 Rai. E torna sul sistema delle allerte: “Quando scatta un’emergenza, si risponde con una reazione adeguata. A Pisa, ad esempio, con lo stesso codice l’allerta è stato dato e sono state informate tutte le famiglie. Serve quindi una crescita collettiva. Il sistema di allerta è stato codificato. A livello nazionale la Protezione Civile ha stabilito codici uguali per tutti. Si può essere antisistema, ma i codici, quando sono stabiliti, valgono per tutti”.
CENTRO METEO NAZIONALE A stemperare le tensioni il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che, inaugurando una scuola nel milanese, ha invitato tutti a “collaborare senza polemiche ma mettendo al centro l’interesse della propria comunità”. A Livorno è arrivato oggi il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, secondo il quale per rafforzare il sistema di prevenzione è necessario un Centro meteo nazionale, con linee guida generali, ma – sottolinea Galletti – “la meteorologia oggi è affidata alle Regioni e questo è un errore grave”. L’idea del ministro dell’Ambiente piace a Rossi: la Toscana “è pronta a collaborare per un Centro di Meteorologia nazionale; siamo sicuri che il Lamma della Regione toscana e del Cnr sarà preso come punto di riferimento”. E a Galletti Rossi ha chiesto che vengano affidati alla Regione “poteri straordinari in questa fase di emergenza, ma anche in quella successiva. Se vogliamo che le opere necessarie alla messa in sicurezza del territorio siano realizzate presto e bene, non possiamo intervenire con i lacci delle procedure ordinarie”. (Red – 11 set)