Lussemburgo, 13 set – La Corte di giustizia Ue ha respinto l’impugnazione delle società italiane proprietarie di imbarcazioni per la pesca del tonno rosso contro la sentenza del Tribunale Ue che non ha accolto la loro domanda di risarcimento per 6,5 milioni di euro per l’imposizione di due date diverse di divieto della pesca per le tonniere greche, francesi, italiane, cipriote e maltesi, da un lato, e per le tonniere spagnole, dall’altro, e che per il Tribunale non costituisce, invece, una violazione manifesta del divieto di discriminazione. La Corte rileva che, poiché il Tribunale non ha statuito sul ricorso dell’Italia diretto all’annullamento del regolamento del 2008, non gli si può addebitare di aver commesso un errore di diritto. In secondo luogo, la Corte sottolinea che il principio di parità di trattamento deve conciliarsi con il rispetto del principio di legalità, secondo cui nessuno può invocare, a proprio vantaggio, un illecito commesso a favore di altri. Pertanto, il fatto che le tonniere con reti a circuizione battenti bandiera spagnola abbiano beneficiato illegittimamente di una settimana ulteriore di pesca non può giustificare un diritto al risarcimento danni a vantaggio delle tonniere greche, francesi, italiane, cipriote e matesi.
(red)