“Dobbiamo avere una strategia organica nell’affrontare il tema migrazioni. Una strategia che contempli la fine delle guerre, il raffreddamento dei conflitti, la costruzione di percorsi democratici e la formazione di una nuova classe dirigente”. Il traffico di esseri umani “è un’industria dannata, eppure è l’unica che, in Paesi come la Libia, ha funzionato e dato reddito alla popolazione. Non a caso il 97 per cento del traffico di esseri umani passa da lì”. Così il ministro degli Interni Marco Minniti in una intervista a Famiglia Cristiana ricordando che “sono andato fino a Tripoli, il 5 gennaio scorso, a dire che bisogna sconfiggere il traffico di essere umani: tutto quello che è seguito da allora è conseguente a questa promessa”. Dall’Africa si arriva in Europa. Passa da qui anche la rotta che parte dal Bangladesh, “e questo la dice lunga sulla forza dei trafficanti. Di fronte abbiamo un nemico potente, in grado di governare le rotte persino da Dacca, passando dal deserto e fino al Mediterraneo”, aggiunge Minniti. Inoltre, “con la sconfitta militare dello Stato islamico, dobbiamo sorvegliare che, da quella rotta, non rientrino in Nordafrica e in Europa coloro che erano partiti per combattere. I soli foreign fighters europei si stima siano attorno ai cinquemila. Una parte di loro è sicuramente morta, ma c’è da aspettarsi che l’altra tenti di rientrare nei propri Paesi di origine e, verosimilmente, proverà a farlo attraverso il Nord Africa”. Gli accordi firmati dal governo – ricorda il ministro – prevedono, tra l’altro, il controllo dei confini sia sul Mediterraneo – con le attività della Guardia costiera libica “che stiamo istruendo e alla quale entro dicembre consegneremo dieci motovedette” – sia nella parte Sud, “con l’accordo con le tribù tuareg, tebù e soleiman, i cosiddetti iguardiani del deserto'”, per contrastare il flusso che arriva da quel territorio, l’impegno in una cabina di regia che contempla anche Mali, Niger e Ciad e l’alleanza con 14 sindaci delle città prevalentemente interessate dal traffico per finanziare progetti di sviluppo per quelle comunità che oggi vivono del reddito del traffico. (red – 28 set)