Come ricorda oggi la senatrice Nadia Ginetti, relatrice della cosiddetta legge Europea 2017 destinata ad approvare la legge quadro sui rapporti con l’Unione europea, “il lavoro svolto in questi ultimi anni dal Governo e dal Parlamento nell’attuazione del diritto europeo è confermato dai positivi dati sulle procedure di infrazione, che sono oggi dimezzate rispetto alle 120 del 2014, ammontando a un totale di 65 procedure aperte, un valore che si colloca intorno alla media degli altri Stati membri”. Vero, perché il numero di procedure di infrazione Ue nei confronti dell’Italia è sceso al suo minimo storico per il nostro Paese lo scorso luglio, quando dalla Ue sono arrivati tre pareri motivati (cioè aggravamenti delle procedure in corso), due nuove aperture con lettera di messa in mora, ma anche tre archiviazioni.
I pareri motivati (che sono il secondo stadio della procedura di infrazione) riguardavano in primo luogo la mancata o insufficiente attuazione delle misure di abbattimento degli ulivi nella fascia a nord della zona contaminata dalla Xylella, un batterio assai nocivo per diverse coltivazioni che si è diffuso nel SalentoLe tre ultime archiviazioni riguardano il mancato recepimento della direttiva sulla Transparency directive, il non corretto recepimento della direttiva rimpatri e la presunta violazione della direttiva accoglienza e infine il mancato recepimento della direttiva riguardante l’estensione dell’ambito ai beneficiari di protezione internazionale. Per quanto riguarda le procedure aperte, resta l’ambiente il settore più interessato con 16 casi, e a seguire con 6 concorrenza e aiuti di Stato, fiscalità e dogane, trasporti.
(Sis)