“Abbiamo ancora pochi giorni per evitare il disastro e abbiamo il dovere di provarci. Con la dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte catalana e la prevedibile durissima reazione del governo centrale potremmo vedere la Spagna trasformarsi in una Turchia dentro l’Ue. Ci risveglieremmo con un governo come quello di Erdogan, che mostra una parvenza di democrazia, ma che è di fatto autoritario e repressivo”. Secondo Pablo Iglesias, tra i fondatori di Podemos, bisogna fare presto e in un’intervista dal Corriere della Sera, parla della mediazione in atto: “Mercoledì ho parlato ai due presidenti, lo spagnolo Rajoy e il catalano Puigdemont. Assieme a molte altre forze ho proposto loro almeno di sedersi per individuare un mediatore di comune fiducia. Puigdemont mi ha inviato un messaggio su WhatsApp con una parte del discorso che avrebbe fatto in tv: aperto ad ogni mediazione, ma avanti verso l’indipendenza”. E il premier Rajoy? “Prima mi ha ringraziato – afferma Iglesias -, ma dopo le dichiarazioni di Puigdemont ha ribadito che la sua precondizione al dialogo è la rinuncia alla dichiarazione di indipendenza”.
ANCHE LA CHIESA AL LAVORO – Niente scenari da guerra civile, ma “se a Barcellona i rappresentanti democraticamente eletti finiscono in cella è un dramma. Non è fantapolitica – continua Iglesias -. Il comandante dei Mossos d’Esquadra rischia 15 anni per sedizione”. Una mediazione è ancora possibile: “Stiamo mettendo sul tavolo dei nomi all’altezza: ex presidenti, ecclesiastici, impresari, figure internazionali. C’è convergenza su uno in particolare, ma non voglio bruciarlo. I telefoni restano accesi. Per fortuna anche la Chiesa cattolica sta lavorando sotto traccia, con il prestigio e la discrezione che le è propria, ma sta lavorando”. (Red – 6 ott)
