Il Parlamento di Barcellona ha approvato la risoluzione che dichiara l’indipendenza unilaterale dalla Spagna e la costituzione della Repubblica catalana. E’ stata decisa, quindi, l’entrata in vigore delle “legge di transizione giuridica e di fondazione” della Repubblica: la notizia è stata accolta con esultanza sia in aula sia in piazza, dove si sono radunati migliaia di catalani.
Il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy ha chiesto al Senato l’autorizzazione ad applicare alla Catalogna, l’articolo 155 della Costituzione, che prevede la sospensione dell’autonomia regionale, a causa “di un continuo processo di decisioni antidemocratiche”. In un intenso discorso di mezzora, interrotto varie volte dagli applausi dei parlamentari popolari, Rajoy ha spiegato che in Catalogna “si è andati oltre la legge, lo stato di diritto e il rispetto delle minoranze: si è preteso di ignorare la legge, disconoscerla, derogarla, non applicarla. E’ stata approvata una nuova forma di legislazione senza alcun diritto per farlo”. Il premier ha aggiunto che “un governo non può assistere imperterrito, come nulla fosse successo, è stato un disastro di dimensioni inaudite nella nostra storia recente”. Rajoy ha sottolineato che “è giunto il momento di imporre la legge sopra a ogni altra considerazione, non contro la Catalogna, ma per impedire che si abusi della Catalogna. Non per sospendere l’autonomia, ma per consolidarla. Quello che minaccia oggi la Catalogna non è la 155, non è l’applicazione di un articolo costituzionale, ma il comportamento del governo della Generalitat. La Catalogna va salvata dai disastri che causa certe condotte anticostituzionali”.
(Sis)
