Il procuratore generale di Stato, José Manuel Maza, ha chiesto alla Corte Suprema spagnola l’incriminazione per ribellione, sedizione e appropriazione indebita nei confronti dei politici responsabili della dichiarazione di indipendenza della Catalogna di venerdì scorso che ha portato all’intervento dell’autonomia da parte del governo. Nelle due denunce, il pubblico ministero richiede “l’obbligo di cauzione e, se del caso, il sequestro di beni in un importo prudenzialmente fissato ad un importo di 6.207.450 euro [300.000 euro ciascuno]”. Destinatari dell’atto sono ovviamente il presidente della Generalitat Carles Puigdemont e tutti i suoi ministri, più sei parlamentari, per un totale di 20 persone. Il procuratore generale ha sollecitato i politici incriminati di comparire urgentemente in procura “in considerazione della gravità dei fatti e dei crimini loro imputati, della flagranza in cui sono stati commessi” e porre fine “all’attuale situazione di contumacia e rischio di reiterazione di condotte illegali”. Nelle stesse ore, Puigdemont e almeno quattro suoi consiglieri sono voltato a Bruxelles, ufficialmente per incontri istituzionali con l’Unione Europea, e non trapelano commenti sull’iniziativa della Procura. Secondo il quotidiano spagnolo “El Periodico” però il presidente catalano si troverebbero a Bruxelles più che altro per chiedere asilo politico al Belgio e sfuggire all’eventualità di un arresto: una ipotesi che sarebbe confermata anche dalla tempistica del viaggio, confermato appena un’ora dopo la notizia dell’incriminazione.
(Sis)
