È chiaro che si tratta di una sconfitta clamorosa, Renzi subisce una sconfitta molto pesante”. Così sul Corriere della Sera Emanuele Macaluso commenta “da non iscritto” il risultato delle Regionali in Sicilia: “Come siciliano, sono amareggiato e umiliato; come osservatore politico dico: attenti, un partito con l’ambizione di governare il Paese che si riduce a questi livelli non può nascondere che oggettivamente un problema esiste”. Macaluso, analizza le cause di questo fallimento: “Innanzitutto, un centrosinistra che si presenta diviso gioca a perdere. Nessuno poteva certamente pensare che il Pd o la lista di Gaudio Fava potesse vincere. Così hanno raccolto soltanto voti di appartenenza. E bisognerà anche vedere quanti saranno alla fine quelli del Pd”. La responsabilità della spaccatura è da attribuirsi “Sia a Bersani e D’Alema che a Renzi. Hanno usato la conflittualità per confrontarsi, un braccio di ferro che poi era soltanto un braccio di latta. Però la causa della disfatta riguarda soprattutto il Pd: non è più un partito ma un aggregato politico elettorale al servizio del leader. E questo si paga”. “Prima la sinistra aveva un rapporto diretto con le masse, affrontava i problemi concreti delle persone, conduceva battaglie sociali e culturali, combatteva la mafia. Adesso tutto questo è completamente sparito. Si pensa che bastino i tweet, i dibattiti televisivi urlati. . . al Pd manca totalmente cultura politica”. (5 nov, red)