“Per stendere Renzi bisogna sparargli” il titolo-shock che apre la prima pagina di Libero, questa mattina, e che accompagna il fondo del direttore Vittorio Feltri “Il segretario non vincerà ma è inamovibile”. “Ora che il ‘Rottamatore’ è considerato un reietto – scrive -, mi sia consentito dire che l’ex presidente non tornerà probabilmente a Palazzo Chigi, ma non sarà comunque agevole buttarlo fuori dalla segreteria del Pd”, “ha vinto le primarie dopo aver perso il referendum, il che significa che il partito lo ha in ogni caso scelto quale capo da qui alle prossime consultazioni interne. Scacciarlo vorrebbe dire rinnegare le metodologie democratiche di cui i progressisti si sono vantati dal momento del varo delle medesime”, “Renzi è inamovibile. Ai dem toccherà tenerselo fino al prossimo congresso. Inutile che i loro avversari di sinistra si impegnino a fargli la guerra”, “il Pd frantumato, scosso dalle divisioni intestine, non trionferà di certo nelle urne. Ma il segretario sarà inamovibile per lungo tempo. Stupidi i suoi rivali che insistono a ignorarlo. Egli è al momento in una botte di ferro inespugnabile. Il fatto che il Pd si sia decomposto a causa dell’ala sinistra non può essere attribuito a Matteo bensì a chi, pur di mandarlo a casa, non ha esitato a demolire la compattezza del gruppo. Ora qualcuno cerca di ricompattare la base e il vertice, però mi sembra una operazione velleitaria, quantomeno tardiva. Berlusconi ipotizza un duello finale tra la sua forza e quella dei grillini. Sbaglia. Né il centrodestra né il Movimento 5 stelle avranno la maggioranza per sostenere un esecutivo”. (8 nov – red)
