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I TESORI RECUPERATI
DAI CARABINIERI

it@withub.it by it@withub.it
23 Gennaio 2018
in In evidenza HP, In evidenza top news
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Un altro passo avanti per la diplomazia culturale del nostro Paese. È stata inaugurata a Palazzo Montecitorio la mostra “Testimoni di civiltà – L’art. 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione”. Esposta una simbolica selezione di beni che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato, non solo attraverso attività investigative o grazie all’azione svolta nell’ambito della cosiddetta “diplomazia culturale”, ma anche “salvato” e messo in sicurezza a seguito del sisma del 2016 che ha colpito le zone dell’Italia centrale. Ad ospitare la mostra la Sala della Lupa, dove è custodita la copia originale della Costituzione. E proprio a 70 anni dall’entrata in vigore della nostra Carta costituzionale, la mostra permetterà di valorizzare il contenuto dell’articolo 9, uno dei suoi dodici principi fondamentali che raccomanda a tutti i cittadini di tutelare il patrimonio storico e artistico della nazione. “Ci sono opere che sono il risultato dell’attività investigativa nazionale e internazionale ma ci sono anche opere che sono il risultato dell’attività proficua che il Mibact sta portando avanti insieme al Comitato per la Restituzione dei beni culturali, un organismo che consente di far rientrare dall’estero opere andate perse”, ha detto Fabrizio Parrulli, generale del Comando Carabinieri per la Tutela dei beni culturali. Esposta in mostra, infatti, una delle opere “latitanti” che per più di 40 anni si trovava fuori dal nostro territorio e che ora è rientrata in patria. Si tratta del Carro del principe sabino a decorazioni dorate: capolavoro trafugato negli anni ‘70 dalla necropoli di Eretum (località nel Comune di Montelibretti), città sabina dell’antico Lazio, recentemente rimpatriato dalla Danimarca. Il generale del Comando Carabinieri per la Tutela dei beni culturali ha ricordato poi l’impegno dei nostri Caschi blu della cultura: “Da qualche giorno abbiamo opratori in Iraq a stretto contatto con gli uffici Unesco per dare assistenza e trasferire le nostre conoscenze”. (BIG ITALY / Sip – 23 gen)

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