L’Ecofin è preoccupato per quello che accadrà in Italia dopo il 4 marzo e le promesse che circolano in campagna elettorale sono un incrocio tra la fatina blu e terminator. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, al termine della riunione con i colleghi europei, spara a zero su alcune promesse avanzate dai suoi avversari politici nel corso della campagna elettorale, come ad esempio la flat tax: “Proposte miracolose, spesso divertenti da ascoltare. Ma senza coperture”. Secondo Padoan, candidato per il Pd nel collegio di Siena, i colleghi dell’Ecofin “sono al corrente che è previsto uno scenario d’incertezza e siccome associano questo al fatto che in quattro anni di stabilità l’Italia ha fatto tanto, c’è preoccupazione che ci possa essere una interruzione verso la stabilità e la crescita”. Quanto alla flat tax, il titolare del dicastero di via XX Settembre ha sottolineato: “Vorrei capire un po’ meglio la proposta che il presidente Berlusconi ha fatto, io non la conosco – ha affermato – quando si propone un taglio delle tasse si deve anche dire come si finanzia il taglio delle tasse, cioè quali sono i tagli di spesa o aumenti di altre tasse per esempio, in modo tale che questa tassa sia tagliata ma sia tagliata veramente, non si debba reintrodurre dopo qualche anno la tassa perché c’è un buco di bilancio”. Immediate le reazioni degli esponenti di Forza Italia: “Dimettiti da ministro, affronta le prossime settimane a viso aperto. Ad armi pari sono pronto a un confronto pubblico sulle coperture della flat tax e di tutte le nostre e le vostre proposte economiche. Da professore a professore”, scrive su Facebook il capogruppo alla Camera Renato Brunetta. “Noi siamo persone serie e il nostro programma è perfettamente sostenibile dal punto di vista finanziario. Vedremo quello del Pd. Confrontiamoci pubblicamente, Pier Carlo”, ribattezzato da Brunetta anche “mister debito pubblico”. Francesco Paolo Sisto aggiunge: “Prima Padoan confonde l’Ecofin per un palco elettorale e, anziché rappresentare l’Italia, si lancia in presuntuosi giudizi di parte sulle proposte elettorali del centrodestra. Poi si fa portavoce delle ‘preoccupazioni’ del Consiglio sull’esito delle prossime elezioni italiane. Questo è il modo in cui il governo a guida Pd intende la tutela degli interessi del Paese in Europa”. Intanto, la Lega prepara la controffensiva e annuncia che nel collegio di Siena candiderà l’economista Claudio Borghi, noto per le sue posizioni anti-euro e per le sue apparizioni nei talk show. “Chi metterà la X sul simbolo della Lega lo farà per un’Italia che non prenderà ordini da nessuno – ha dichiarato – Non posso che ringraziare Salvini, che mi ha fatto un regalo: avere la possibilità di andare in un luogo che amo tanto per dare la possibilità ai senesi di dire quello che pensano di un partito che ha distrutto la banca più antica del mondo”. (Red – 23 gen)