“Silvio Berlusconi? L’ho trovato in gran forma. È gagliardo, svolge un ruolo da leader nella campagna elettorale italiana e ha tutti i numeri per vincere. Garantisce sull’europeismo di tutta la coalizione di centrodestra grazie a un programma approvato, sul quale non c’è più discussione. Lui è un pilastro della famiglia del Ppe e ha il nostro appoggio totale”. Così Manfred Weber, presidente del gruppo popolare al Parlamento europeo, in una intervista al Messaggero, commenta l’incontro avuto a Bruxelles con il leader di Forza Italia: “Silvio è una forza trainante, uno statista con una linea chiaramente pro-Europa. È stato un onore incontrarlo e accoglierlo come membro della famiglia popolare”, “è un pilastro importante perché l’Italia è un Paese che conta, nell’Unione”. E sottolinea: “Il problema non è solo quello di osservare le regole, non è solo il disavanzo pubblico che non deve superare il 3 per cento del Pil. Chi ha denaro, come la Germania ma anche l’Austria o l’Olanda, deve investire di più per aiutare gli altri a crescere: abbiamo un mercato unico e una sola area economica. Una parte deve rispettare l’altra e l’altra investire di più. E tutti contribuire a un positivo sviluppo economico”. Approverebbe una grande coalizione tra centrodestra e Pd come in Germania? “Mi auguro che i gli amici italiani del Ppe ottengano una chiara maggioranza in Parlamento” e “sarebbe positivo se Forza Italia fosse la forza che guida questo processo nel governo. Ed è molto probabile che lo sarà. Immigrazione, sicurezza, politica economica e valori identitari saranno i capisaldi del programma”. Non ci saranno problemi con la Lega di Salvini? “È stata approvata una piattaforma elettorale della coalizione che ha un approccio, un orientamento e uno spirito inequivocabilmente a favore dell’Europa. E questo dimostra che il leader del centrodestra è Berlusconi e il messaggio è quello di una forte Italia in una forte Europa”. Che Italia sarebbe con i 5Stelle al governo? “Non c’è motivo perché succeda. Mi limito da osservatore straniero a dire che invece di promesse impossibili bisogna stare con i piedi per terra e essere pragmatici”. (24 gen – red)
