Putin ha detto che Mosca intende investire in nuove armi nucleari strategiche, difese aereospaziali e armi convenzionali ad alta precisione. E’ un linguaggio da guerra fredda, perfettamente coerente, tuttavia, con la nuova stagione delle relazioni internazionali.
In un’intervista di qualche mese fa Helmut Schmidt aveva giudicato folle l’idea di includere l’Ucraina nel sistema della Nato. Secondo l’ex cancelliere una simile svolta avrebbe conseguenze molto gravi per la sicurezza e la pace in Europa.
Schmidt ha perfettamente ragione, dice l’ex ambasciatore Rocco Cangelosi, già rappresentante italiano presso l’Unione europea e consigliere diplomatico del presidente Napolitano. E con Schmidt ha ragione Silvio Berlusconi, che ha invitato i leader europei a non isolare Putin. “Berlusconi – scrive l’ambasciatore sul magazine inpiu.net – ha colto nel segno. L’isolamento verso cui si intende spingere la Russia con ulteriori sanzioni e dimostrazioni di forza appare tanto più incomprensibile e controproducente, quanto più essenziale appare il ruolo che Mosca può giocare nel quadro di quella grande coalizione dei paesi civili, sponsorizzata da Obama, per combattere la minaccia dell’Isis e del Califfato e arginarne la barbarie”.
In questo caso Berlusconi sembra aver di nuovo intercettato un umore diffuso. Oggi è stato presentato il sondaggio “Transatlantic Trends”, la più autorevole indagine annuale dell’opinione pubblica in Europa e negli Stati Uniti sulle principali questioni internazionali. Il 50% degli italiani considera la Nato essenziale ma il 46% è contrario a un ingresso di Kiev nell’alleanza militare. E la grande maggioranza degli italiani è contrarissima , così come l’85% dei tedeschi e l’81% dei francesi, alla fornitura di armi all’Ucraina. (11 set)