Mentre intorno a lui il centrodestra è ancora alla ricerca del candidato ufficiale da contrapporre a Nicola Zingaretti (Pd) e Roberta Lombardi (M5S), Sergio Pirozzi ribadisce, in una intervista al Corriere della Seram l’intenzione di andare avanti per la sua strada ed annuncia la prossima presentazione della lista sul territorio laziale. “Il Pd è di fatto in campo da 5 anni, i 5 Stelle procedono spediti. Per rispetto ai cittadini che mi sostengono, il 26, giorno del mio compleanno, voglio sapere chi è con me in questo cammino”, nel centrodestra “hanno detto che sono un ‘montanaro’, che sono ‘inadeguato’. Curioso però pensare che ero in grado di poter fare il sottosegretario. Ma il presidente della Regione no”. Perché il centrodestra non riesce a trovare un accordo sul nome del candidato? “Bisognerebbe chiedere a Berlusconi, Meloni e Salvini. Sono valutazioni loro. Quello che è certo è che chiunque sarà questa persona, partirà con un ritardo notevole e con un handicap forte. Qui si parla di temi importanti e vicini ai cittadini, come la sanità, i trasporti, i servizi sociali e i fondi europei”. E afferma che non si ritirerà neanche se dovesse scendere in campo Fabio Rampelli, che pure inizialmente lo stesso Pirozzi aveva indicato: “Non mi ritiro neanche con lui. Quello che avevo proposto era un atto d’amore della Meloni verso la Regione, come quello che ho già fatto io in passato. Nel 2009 infatti ero un allenatore di calcio professionista, ho abbandonato tutto per diventare sindaco di Amatrice, sostenuto da una lista civica. Anche se il mio passato parla di An e Fdi”. (25 gen – red)