Innocent Oseghale, lo spacciatore nigeriano accusato finito in carcere a Macerata per la morte della giovane Pamela Mastropietro, rimarrà in custodia cauterale, ma solo per le accuse di occultamento e vilipendio di cadavere. Rimane l’accusa di omicidio, ma secondo il gip non ci sono al momento gravi indizi tali da giustificare il fermo. ”Pamela ha avuto una crisi ed è andata in overdose – ha spiegato il nigeriano – Non sapevo cosa fare e sono scappato”. E’ l’ennesimo capitolo di una storia che sta ormai influenzando moltissimo la campagna elettorale in vista del 4 marzo, con la destra e la Lega schierate su un posizione fortemente anti-immigrazione: “Al nigeriano fermato a Macerata potrebbero essere contestate solo l’occultamento e il vilipendio di cadavere e la cessione di sostanze stupefacenti – dice Roberto Calderoli, della Lega – Un altro mostro che se la caverà a buon mercato, con una manciata di anni di carcere e i soliti sconti e benefici vari. Poi di nuovo libero, per vendere altra droga, per fare del male, magari per fare a pezzi un’altra donna. Così perde la giustizia e vince il Mostro: lo chiamò così perché chi taglia a pezzi un corpo, chi compie un simile orrore, è un mostro. Punto”. Oggi a Macerata va invece in scena una fiaccolata organizzata dalla sinistra, ma nel frattempo a Roma, zona Ponte Milvio, è comparso uno striscione con la scritta “Onore a Luca Traini”, dedicato al 28enne di estrema destra, ex candidato proprio della Lega, che ha rischiato di fare una strage di nigeriani proprio per vendicare Pamela. Un gesto cui fa da contraltare la compostezza della mamma di Pamela, come dice la presidente della Camera: “Ho parlato con la signora Alessandra, per esprimerle la mia vicinanza. Da madre, non riesco neanche a immaginare il dolore che sta provando in questi giorni terribili. Una donna forte che con grande senso di responsabilità chiede giustizia, non vendetta. Una donna che sta dando a tutti noi una lezione di civiltà”.
(PO / Sis)
