“Candidarsi a Firenze per me ha un valore doppio. Io devo tutto a questa città. E quando fanno polemiche per il mio carattere da toscanaccio o tirano in ballo il Giglio pensano di offendermi, ma in realtà mi fanno un grande regalo. Io sono orgoglioso di essere nato e cresciuto qui. E nulla nella vita politica mi ha emozionato più di lavorare nella sala di Clemente VII: neanche Palazzo Chigi mi ha dato la stessa vertigine di Palazzo Vecchio”. Lo afferma Matteo Renzi in una intervista alla Nazione. E aggiunge: “I fiorentini non mi hanno mai fatto mancare l’affetto e il voto: qui abbiamo vinto anche alle primarie contro Bersani, qui abbiamo vinto anche al referendum costituzionale. Mi affido a Firenze. E mi fido dei fiorentini”. Inoltre sottolinea che “abbiamo pensato a governare bene più che a comunicare bene. Abbiamo però ancora moltissimo da fare e lo faremo. Perché io ho molta fiducia nell’Italia e negli italiani. E soprattutto ho fiducia nella mia Firenze”. Poi precisa che “i fatti di Macerata sono incredibili. Se c’è un partito che avrebbe il diritto di alimentare la polemica quello è il Pd: un esponente della Lega ha sparato a sei persone e poi ha voluto colpire anche simbolicamente la nostra sede. C’è ancora il proiettile a testimoniare l’aggressione che ha subito anche la nostra comunità. Ma quando si hanno responsabilità importanti il primo dovere è mantenere la calma e abbassare i toni”. E parlando della apertura di Silvio Berlusconi al condono edilizio dice: “Questo Paese ha bisogno di rispettare le regole. Viva la stagione dei diritti, certo, ma bisogna anche difendere la stagione dei doveri. E delle regole. Berlusconi dice sempre le stesse cose: a tre settimane dal voto propone sempre un condono edilizio. Ormai è talmente ripetitivo da sembrare monotono. Ma noi dobbiamo rispettare le regole, altro che condoni. Una nuova stagione dei doveri, non solo dei diritti. E se questo non porta voti, pace: ciò che è giusto, è giusto”. (8 feb – red)